La nostra strada di fede
13 febbraio 1981
Dio ha bisogno di perfetti oggetti perché Lui è un essere perfetto.
Quando analizziamo l’origine della creazione vediamo che l’uomo doveva crescere attraverso i tre stadi del periodo di crescita (formazione, crescita e completezza), raggiungere Dio al culmine del terzo stadio ed entrando così nel Dominio Diretto di Dio.
Il periodo dei tre stadi è quello che noi chiamiamo periodo del Dominio Indiretto, ma, in realtà, Adamo ed Eva sono arrivati fino al massimo livello dello stadio di crescita e poi sono caduti al di fuori dei Principi sotto il dominio di Satana.
Perciò il cammino ha dovuto procedere in senso inverso per cercare di riguadagnare la posizione perduta e riportare l’uomo allo stadio di incontro con Dio, o di Dominio Diretto.
Dio ha potuto avere con Adamo ed Eva caduti un rapporto indiretto, mentre Satana ha potuto avere con loro un rapporto diretto.
L’uomo doveva raggiungere la perfezione e poi poteva raggiungere la posizione di perfetto oggetto di Dio ed essere sotto il Diretto Dominio di Dio. Questo è, in realtà, il Regno dei Cieli.
Adamo ed Eva al secondo livello sono caduti e dopo la caduta Dio ha potuto avere un rapporto con l’uomo in maniera indiretta. L’uomo è stato fuori dai Principi perciò Dio, che è un essere perfetto, ha potuto avere soltanto un rapporto indiretto con i suoi figli al di fuori del suo dominio.
Il significato di esistenza é: essere in questi tre stadi. Al di fuori di questi tre stadi non ha senso parlare di esistenza.
Dio ha potuto lavorare su una base di non Principi in maniera indiretta. Dominio significa dominio di amore o Dare ed Avere d’amore. Perciò Dominio Indiretto significa che l’uomo non ha potuto ricevere il totale amore di Dio.
Dominio Diretto: rapporto in cui c’è una relazione diretta ed avviene nel rapporto di perfezione.
Dominio Indiretto: la relazione è indiretta.
Se diciamo che Dio è come la luce, vediamo che quando un uomo sta di fronte alla luce non ci sono ombre di fronte a lui.
Se un uomo è verso Dio non c’è ombra, quindi non c’è male; ma se si gira di 180° allora davanti a sé c’è ombra e buio.
Il male non è un essere creato. Il buio è venuto ad esistere poiché l’uomo ha cambiato direzione di 180° si è messo in una posizione di non Principio.
Dio ha creato l’uomo come essere eterno, anche se l’uomo si è allontanato da Dio, lui è destinato a tornare a Dio. La natura del male è sette volte più grande del bene.
Cosa vuol dire questo? Significa che quelli che riescono ad esprimere il bene o la natura buona è perché lottano sette volte di più degli altri.
Dio ha creato il valore eterno perciò, anche se l’uomo si allontana da Dio, è destinato a tornare a Lui. Il Padre Celeste ha lavorato sull’uomo che è uscito dai Principi.
La natura del male è la natura dell’Arcangelo caduto e l’inizio del male è il peccato originale.
L’uomo ha in sé una dose di natura di bene e questo lo aiuta a tornare a Dio. Anche nell’uomo caduto Dio ha sempre visto la natura del bene che l’uomo ha ed in tutta la storia ha lavorato su questo.
Senza fondazione Dio non ha potuto lavorare per restaurare l’uomo.
Nell’era del Vecchio Testamento vediamo che Dio si esprime e questo perché una certa fondazione è stata fatta. Quando però Dio non si esprime vuol dire che non c’è fondazione.
Il periodo di crescita è l’indiretto dominio di Dio e i primi due stadi sono il dominio di Satana, ma il terzo livello, la completezza, Satana non l’ha potuto prendere. Superati questi tre stadi si arriva al Diretto Dominio di Dio.
Dobbiamo capire la nostra strada di salvezza. L’uomo ha bisogno di mutare direzione per essere salvato.
Questo cambiamento è una cosa minima; senza questo cambiamento non è possibile unirci alla strada di salvezza, che è la strada di restaurazione
CAMBIAMENTO 180° = STRADA DELLA RESTAURAZIONE
Originariamente Adamo ed Eva hanno cambiato direzione. All’origine, cioè al tempo della creazione, noi dovevamo fare la strada dei Principi attraverso la nostra parte di responsabilità, ma la strada di restaurazione non va attraverso lo stesso principio.
Noi non stiamo vivendo la strada dei Principi, ma stiamo vivendo la strada della restaurazione.
A causa della sua parte di responsabilità l’uomo è un essere diverso da tutto il resto del creato, ma con la caduta l’uomo ha perso la sua possibilità di esprimere la sua responsabilità.
Ora possiamo attraversare la strada della restaurazione ponendo condizioni di indennizzo, poiché abbiamo perso la nostra posizione originale.
Avendo negato Dio all’inizio, per tornare indietro dobbiamo stabilire condizioni. Chiamiamo questo una mutata forma di responsabilità.
La nostra responsabilità all’inizio era quella di seguire i Principi, ma adesso dobbiamo arrivare alla restaurazione attraverso il corso di indennizzo, perciò è mutata la forma della nostra responsabilità. Ora dobbiamo seguire la strada dell’indennizzo.
All’inizio non dovevamo pagare indennizzo. L’effetto delle condizioni di indennizzo ci porta al livello in cui l’uomo era prima della caduta, non alla perfezione.
Lo scopo principale della strada di restaurazione è di raggiungere la benedizione.
Questo non significa che siamo stati benedetti poiché abbiamo già realizzato ogni cosa.
La nostra è una benedizione condizionale; significa che inizialmente i Veri Genitori prendono su di loro la responsabilità della nostra restaurazione, ma dopo noi dobbiamo seguire loro, la loro strada e restaurare il nostro cuore.
La benedizione dunque è come se i Veri Genitori ponessero una firma per garantire che noi pagheremo il nostro debito; però siamo noi che dobbiamo pagare.
Per cambiare direzione abbiamo bisogno di una qualità fondamentale: il pentimento.
Se sbagliamo, questa diventa una condizione per un errore più grande; per questo, quando sbagliamo, abbiamo bisogno di pentimento. L’effetto del pentimento è solo cambiamento di direzione; poi dobbiamo porre condizioni di indennizzo per ritornare alla posizione originale.
Con il pentimento soltanto, non ho restaurato la mia posizione originale. Per ritornane alla mia posizione originale, devo stabilire condizioni di indennizzo perciò, quando facciamo degli errori, non basta dire: “Oh Padre, ti prego perdonami perché oggi ho sbagliato”, e tutto è a posto. Non è sufficiente.
Se noi ci accorgiamo di avere sbagliato qualcosa e ci pentiamo, cambiamo soltanto la nostra direzione, ma poi dobbiamo stabilire delle condizioni di indennizzo per riconquistare la posizione dalla quale siamo caduti.
Allora, perché abbiamo bisogno del pentimento? L’effetto del pentimento è molto importante nella nostra vita di fede, perché altrimenti continueremmo a scendere sempre più giù.
L’uomo ha bisogno di indennizzo per ritornare alla posizione originale, perciò la cosa migliore è stare attenti a non fare errori. Subito dopo l’errore, però, abbiamo bisogno di pentimento, altrimenti gli errori che si fanno si ripeteranno continuamente.
Se abbiamo fatto degli errori non dobbiamo tenerli dentro di noi, ma dobbiamo purificarli. Il pentimento per essere espresso ha bisogno di una certa formula o procedimento.
Pentimento, nelle chiese costituite, è generalmente per i propri peccati individuali, ma noi abbiamo bisogno di comprendere il cuore di Dio nella storia. Nostro Padre lo ha compreso ed ha chiesto perdono per gli errori della storia, perciò è importante quanto ci possiamo pentire profondamente anche per gli errori degli altri.
I membri della nostra Chiesa hanno bisogno di capire questo punto.
La condizione fondamentale per il pentimento è avere una figura Abele. Per Caino Abele è come la vita; senza Abele, Caino non può pentirsi e non può cambiare direzione: in questo senso la vita nella Chiesa di Unificazione nel rapporto Caino e Abele è molto importante. Caino, senza Abele, non ha speranza; l’uomo ha bisogno di una figura centrale.
Attraverso la storia l’uomo ha stabilito fondazione di fede e di sostanza per il Messia; ora anche noi dobbiamo fare la nostra strada di restaurazione.
Dopo aver cambiato la direzione, abbiamo detto, occorrono condizioni di indennizzo. Le condizioni di indennizzo servono per portarci al livello massimo dello stadio di crescita per ricevere la benedizione.
Queste condizioni però non sono uguali per tutti, perché dipende dal livello di fede, dagli antenati, ecc. Possiamo dunque avere due persone che arrivano alla benedizione per due strade diverse: una con molte difficoltà, una senza difficoltà.
Perciò il nostro obiettivo è la benedizione, da dove iniziare poi a percorrere la strada dei Principi; ma la strada per arrivare alla benedizione non necessariamente è uguale per tutti. Per alcuni è più difficile, per altri meno: dipende dalle condizioni poste.
Prima della benedizione è come se fossimo nel ventre materno: il bambino, in questa situazione, non chiede alla madre: “quando mi partorisci?” così noi non dobbiamo chiedere: “quando sarò benedetto?”.
Dopo la benedizione dobbiamo percorrere la strada dei Principi attraverso la nostra parte di responsabilità originaria.
Satana ha invaso il primo e il secondo stadio, per cui questi due stadi devono essere restaurati; ma il terzo stadio non è stato invaso, perciò è l’originaria via dei Principi. Questo ultimo stadio deve essere percorso attraverso la nostra parte di responsabilità.
Raggiungere la perfezione significa vivere la nostra parte di responsabilità. Per questo il Padre ci dice: “La benedizione non è il punto dove si conclude la vostra vita pubblica”.
Quando otteniamo la benedizione non possiamo perciò pensare: “Oh, adesso sono a posto e posso vivere la mia vita”. Al contrario è proprio qui che inizia la mia vita pubblica perché prima è come se fossi stato nel ventre materno e come se non fossi esistito.
Con la benedizione inizia la mia parte di responsabilità, attraverso la quale posso crescere alla perfezione.
Il Padre solo adesso, dopo 21 anni di corso, può concedersi un po’ di tempo con la sua famiglia: prima non l’ha mai potuto fare.
Molte volte alcuni membri pensano che, poiché hanno avuto la benedizione, hanno la possibilità di godersi la loro vita come famiglia, ma non è affatto così, perché proprio dalla benedizione inizia la nostra vera missione; tutto ciò che abbiamo fatto prima è stato soltanto la restaurazione, di ciò che l’uomo aveva perso.
Da qui dobbiamo iniziare veramente a vivere pubblicamente.
Nel periodo che va da Adamo ad Abramo Dio interveniva quando c’era una piccola fondazione; con Giacobbe inizia l’era del Vecchio Testamento.
La storia di restaurazione è come scalare una montagna: il Messia è come la via, la verità, la vita. La storia di restaurazione non è la nostra responsabilità, bensì del Messia. Le nostre condizioni di indennizzo ci hanno permesso di aggrapparci a lui ed ereditare la benedizione, ma il merito è suo.
Dopo la benedizione inizia la nostra parte di responsabilità; noi, coppie benedette, siamo sulla stessa linea e dobbiamo raggiungere il Regno dei Cieli: questa è la nostra responsabilità.
I Veri Genitori hanno impiegato 7 anni. Da questo punto iniziano i nostri 7 anni per poter realizzare ciò che il Padre ha realizzato.
Dopo la benedizione dobbiamo percorrere la strada dei Principi che è la nostra responsabilità.
Noi siamo come ponti, avremmo dovuto ricevere la benedizione alla cima dello stadio di completezza, ma invece l’abbiamo avuta allo stadio di crescita: perciò siamo coppie benedette di transizione.
Nel futuro la si riceverà alla cima del terzo stadio.
La nostra situazione non è una situazione normale, non abbiamo circostanze ideali, perciò ora dobbiamo stabilire condizioni per la nostra nazione e per il mondo e per farlo abbiamo bisogno di uno standard diverso.
Dobbiamo pagare ancora molto indennizzo per poter creare una nazione ed un mondo ideali.
Allora ripeto, dopo la benedizione abbiamo:
1) responsabilità individuale
2) condizioni di indennizzo per restaurare il mondo ideale.
La nostra prima responsabilità è di seguire i Veri Genitori e unirci a quello che loro hanno fatto: potremo così raggiungere il Regno dei Cieli.
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