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Discorso all’incontro con i leaders italiani

23 maggio 1992 - Roma, Colle Mattia

Mattino

Buon Giorno, Prima di tutto vorrei spiegarvi perché vi ho invitato qui oggi. Coloro che non comprendono molto bene l’inglese alzino la mano. Non ho visitato l’Italia per un lungo tempo; è già passato qualche anno da quando ho visitato tutti i membri. In effetti quando è stato? (1989) Quattro anni fa. A quel tempo scopo della mia visita era aiutare e sostenere il leader nazionale. Per questo motivo Pres. Kim chiese al leader nazionale quali sono le difficoltà in quest’area. Pres. Kim visitò poi direttamente alcune famiglie, insieme al leader nazionale, perché voleva aiutare e sostenere il leader nazionale. Credo di aver visitato la tua casa (E. Calistri). Pres. Kim diede il soprannome di Mussolini a G. Pintus. In effetti Pres. Kim visitò molti posti (anche la casa di G. Rossi). A quel tempo tu (E. De Concilio) eri più magro di adesso. Io ricordo ancora molte cose di quel tempo, non posso dimenticarmi di quel viaggio fatto per visitare ognuno di voi. Tu a quel tempo vendevi ginseng (E. Fabiani), hai una moglie tedesca e una figlia adolescente.

Voglio farvi una domanda. Qual è la mia missione da quando sono arrivato in Europa? Quando venni in Europa la prima volta, riunii tutti i leaders, i leaders nazionali e tutti i leaders più importanti e spiegai qual era la mia missione. La mia missione è dare rapporto (un buon rapporto) al Padre riguardo al leader nazionale, al leader regionale e a tutti i membri. Questa è la mia missione principale; e allora che cosa dovrei fare affinché voi siate ammirati dal Padre? Affinché i membri siano ammirati da Dio e dai Veri Genitori, che cosa devo fare? Il mio desiderio è dare al Padre il più buon rapporto possibile riguardo a voi.

Da questo punto di vista ciò che è prioritario per me è cercare di aiutarvi, di sostenervi creare un buon risultato da poter riferire al Padre. La mia missione è portare queste buone notizie e questo risultato al Padre. Il Padre mi aveva detto di amare e di prendermi cura dei leaders e di tutti i membri più che dei miei figli: “Con questo cuore devi amare e prenderti cura dei membri. Vai con uno spirito da pioniere. Con questi due punti (il cuore dei Veri Genitori e lo spirito da pioniere) potrai prenderti buona cura dell’Europa”.

Inoltre il Padre mi disse di far lavorare molto duramente i membri, di non lasciar loro tempo libero. Quando fui mandato dal Padre in Europa pensai a come mettere in pratica queste cose che il Padre mi aveva detto di fare (quei due punti che ho appena menzionato); pensai: “Se io realmente servo e mi prendo cura dei leaders e dei membri, sicuramente i leaders e i membri otterranno buoni risultati e buone notizie da riportare e ciò renderà Dio e i Veri Genitori felici”. Se ottenete un buon risultato di fronte Dio e ai Veri Genitori, allo stesso tempo create voi stessi e diventate un uomo di Dio. Questa era stata la mia promessa al Padre e fino ad oggi non ho mai dimenticato questo punto. L’unico mio pensiero è come posso unirmi al desiderio del Padre.

La ragione per cui vi ho chiamato qui oggi è anch’essa collegata a questa promessa. Pensate che sia una cosa buona o una cosa cattiva parlare al Padre di tutti i buoni risultati dell’Italia, del leader nazionale, dei leaders regionali e di tutti i membri? Che cos’è meglio? Parlare al Padre delle vostre cose non buone o riferirgli di cose buone? Generalmente una persona buona non parla agli altri di ciò che di buono ha fatto, capite cosa voglio dire? Una persona buona non dice: “Ho fatto questo”. Se non dite cose buone di voi stessi io debbo fare uno sforzo extra per cercare di scoprirle. Questo è il mio lavoro, la mia missione è scoprire le vostre cose buone perché voi non ne parlate. Questo è il motivo per cui il mio compito, quando vi incontro e vi guardo, è scoprire cose buone da voi.

Come sapete è molto difficile per coloro che non sono scelti da Dio, unirsi alla nostra chiesa. Questo significa che tutti i membri che sono nella nostra chiesa sono persone scelte da Dio. Ecco perché siamo qui. Probabilmente avete sentito che il Padre ha detto che noi siano nella nostra chiesa grazie ai nostri antenati, forse da quattro a sette generazioni indietro. In queste generazioni ci sono stati individui che hanno agito bene, che si sono sacrificati, che hanno indennizzato qualcosa. Possiamo essere qui grazie a questo buon merito dei nostri antenati. Questo è ciò che il Padre ha spiegato. Questo significa che coloro che sono nel nostro movimento hanno sicuramente dei buoni punti che Dio ama. Ognuno ha in sé qualcosa di buono che Dio ama; questa è la ragione per cui siamo qui oggi. Ecco perché il mio compito è trovare quali punti Dio ama. Non pensate sia così? Questa è la ragione o la spiegazione del perché noi dobbiamo prenderci cura uno dell’altro. Noi dobbiamo veramente trattare i fratelli e le sorelle come individui importanti. Dobbiamo veramente prenderci cura uno dell’altro come fratelli e sorelle. La ragione per cui sono venuto in Italia è perché ho capito di non essermi preso buona cura di voi, voi state portando un grosso peso. Io ho capito questo e sono venuto qui velocemente per cercare di aiutarvi a prendervi cura di voi stessi.

In effetti il mio piano originale, come avevo detto nell’ultimo incontro con i leaders europei a Gaflenz (Austria) a cui erano presenti anche i leaders dell’est, era quello di visitare le nazioni occidentali europee.

Poiché le nazioni occidentali europee stanno lavorando molto duramente per le loro nazioni sorelle dell’est, nelle loro nazioni non c’è una situazione facile; io voglio aiutare questi membri e leaders qui nell’Europa Occidentale. Il mio piano era di visitare tutte le nazioni europee occidentali. La ragione per cui ho deciso di visitare questo paese è perché, come sapete, da quando il Padre ha dichiarato la mobilitazione verso l’Est, subito dopo la Convention del CARP a Parigi nel 1990, io ho chiesto ai leaders europei nazionali di scrivere i nomi dei loro successori, tre successori, di scrivere i candidati (prima priorità, seconda priorità, ecc.) Sin da quel tempo io chiesi ai leaders nazionali di andare direttamente nella nazione sorella. I successori del leader nazionale si occupano e proteggono la loro nazione nell’Europa Occidentale. Io conoscevo questa situazione, ma non ho potuto occuparmene a causa della mia malattia. Questa è la ragione per cui, per due anni, non ho potuto visitare le nazioni europee occidentali e questo è il motivo per cui ora ho deciso di farlo.

C’erano delle cose importanti da fare in Polonia e io ho passato là quasi una settimana; sono tornato dalla Polonia solo ieri pomeriggio e ho poi preso l’aereo per venire a Roma. È stato un programma molto intenso. Vi ho spiegato che io ho cercato di mantenere la promessa fatta al Padre e il motivo per cui l’ho fatto è perché voglio che anche voi facciate lo stesso. Io ho cercato di mantenere la mia promessa al Padre, ma c’è anche una promessa fra voi e me. La vostra promessa è di arrivare più vicini al Padre. E a partire dal leader nazionale, tutti i leaders regionali, tutti i leaders più importanti e tutti i membri, ognuno ha bisogno di avere questo genere di cuore e di spirito e deve sforzarsi per mantenere la promessa. In effetti questa è la strada che il Padre ha percorso, il Padre ci ha mostrato l’esempio. È stata anche la strada di Dio. Pertanto questa è anche la strada per Mauro e per Franco come leaders nazionali e anche voi che siete i leaders più importanti avete bisogno di percorrere la stessa via, così come tutti membri. Non pensate sia così? Da questo punto di vista abbiamo bisogno di controllare noi stessi di fronte a Dio e ai Veri Genitori. Come sono io da questo punto di vista? Dobbiamo riflettere su noi stessi. Pertanto quando partecipiamo a questo genere di meeting, incluso me stesso, abbiamo bisogno di essere qui, di venire qui con un cuore di pentimento. Con un tale genere di riflessione e di cuore di pentimento; così abbiamo bisogno che sia la nostra partecipazione, non credete sia vero?

Mauro è nella posizione di leader nazionale. Non pensate, come ho spiegato, che il mio compito era di riportare cose buone da tutti i leaders e membri al Padre? Questa era la mia missione. Allo stesso modo il leader nazionale, Mauro, ha il compito di fare un rapporto parlando di cose buone di tutti i membri italiani al Padre e a Pres. Kim. Se lo fa è una cosa positiva o no?

Non sentitevi offesi quando vi faccio questo genere di domande, come se le facessi a dei bambini. Potreste pensare “Io sono un adulto” quando vi faccio queste domande, ma per favore non fatelo. Per favore rispondete in qualche modo quando dico qualcosa, esprimete i vostri sentimenti. Dite “Sì” se sentite di dirlo o almeno, se non volete parlare, potete sorridere. Siate espressivi, per favore rispondete, questa è comunicazione.

Il prossimo punto è: dome dovrebbero essere i leaders più importanti? Da questo punto di vista anche i leaders principali hanno qualche altro leader o qualche altro membro sotto di loro. La missione di questo leader principale è dare un rapporto di cose buone da parte dei membri al leader nazionale, il leader nazionale deve dare un rapporto di cose buone al leader europeo e il leader europeo deve fare la stessa cosa nei confronti del Padre. Pensate alla distanza se un leader è molto lontano; per esempio quando io devo dare un rapporto al Padre, il Padre è molto lontano, ci vuole tempo e non è facile.

Come sapete, quando iniziano i Giochi Olimpici, la fiaccola parte dalla Grecia e viene portata fino al luogo dove le Olimpiadi si svolgono. Il fuoco viene sempre tenuto acceso. Così ci sono le cose buone dei membri, dei leaders, dei team-leaders; il leader regionale deve raggruppare queste buone cose, quante più possibili, e deve fare un rapporto di queste cose buone al leader nazionale. Quindi il leader nazionale le raccoglierà a sua volta e le riferirà al leader europeo. Questo riceverà i reports da tutta l’Europa e li riferirà al Padre.

Tutti desiderano che accada questo. Questo è il desiderio del leader nazionale, dei leaders regionali e di tutti i membri. In effetti la natura e il desiderio umano è di essere capito dalla persona di cui abbiamo fiducia e se siamo l’oggetto ci piace essere capiti dal soggetto. Non pensate che sia così? Questo fa parte della natura umana, il desiderio di essere capito. Cosa viene dopo? Dopo viene il desiderio di ricevere fiducia dalla figura centrale e di essere amato dal soggetto. Questo è il nostro desiderio. Noi, come esseri umani, vogliamo essere compresi da Dio. Vogliamo ricevere la fiducia di Dio e il Suo amore.

Questo è il nostro desiderio umano. Non pensate che sia così? In realtà Dio è nella stessa situazione, ma se Dio ha un tale desiderio, allora da chi Dio può essere amato? La natura di cui abbiamo parlato deriva da Dio e anche Dio vuole essere compreso, ricevere fiducia ed essere amato dall’uomo. Questo è il desiderio di Dio. Perché? Perché attraverso ciò Egli può provare gioia.

Se dico a Mauro “Ti prego di capirmi”, pensate che possa comprendermi? No. Qual è allora la strada. Prima di tutto devo comprenderlo molto bene io e quindi lui potrà comprendermi in ritorno. Se io capisco lui e lui capisce me, automaticamente egli avrà fiducia in me. In questa relazione prendiamo esempio fra Mauro e me; se io lo comprendo abbastanza, ma Mauro dice: “Pres. Kim, tu non mi capisci”, allora vuol dire che il mio sforzo non è sufficiente. Non pensi sia così, Mauro? Fino a quando debbo fare uno sforzo per comprenderlo? Fino al punto in cui mi riconosce. Io debbo ottenere un riconoscimento da lui e fino a che ciò non avviene io mi devo sforzare ancora e ancora. È vero? Da questo punto di vista, strettamente parlando, io non ero ancora diventato il vostro leader europeo. Da questo stretto punto di vista non sono ancora il leader di Mauro o non sono ancora il vostro leader. Questo è il motivo per cui sto ancora facendo sforzi, giorno dopo giorno, costantemente.

La stessa cosa è vera per Mauro verso gli altri leaders. Se pensate: “Mauro non mi capisce”, cosa dovrebbe pensare Mauro? “La mia comprensione nei suoi confronti non è sufficiente, il mio sforzo non è sufficiente”. Per favore pensate a questa relazione fra il regional leader e i membri. Se voi siete un leader regionale e pensate di capire bene i membri e se qualche membro sente: “quel regional leader non mi capisce”, ciò significa che il vostro sforzo non è sufficiente. Dovete fare uno sforzo più grande per conquistare il suo cuore, per ricevere il riconoscimento dei vostri membri. Questa relazione si applica anche ai membri nei loro rapporti con le persone della loro area. Anche i membri hanno questa relazione con le persone esterne; i membri sentono: “io lo capisco”, ma se le persone dell’area sentono: “lui non ci capisce”, ciò significa che il suo sforzo non è sufficiente. I membri debbono sforzarsi di più per ricevere riconoscimento. Ciò si applica ovunque.

Perché io sia riconosciuto, io sia capito da Mauro, cosa debbo fare? Devo sforzarmi di più, devo dare di più la parola di Dio, la Sua guida, il Suo amore. Devo fare uno sforzo incredibile per riuscire ad essere compreso da Mauro. Pensate sia così? Cosa pensi, Mauro?

Tutto questo si applica anche alla relazione fra marito e moglie. Dal punto di vista del marito egli pensa: “Io amo mia moglie”. Il marito pensa in questo modo: “Io ho venduto le mie cose per comprare qualcosa per mia moglie, perciò la amo”. Ma sua moglie non sente così: “Mio marito non mi ama ancora veramente”. Lei non sente abbastanza amore da suo marito. Naturalmente il marito può dire: “Io ti amo”, ma se la moglie non si sente amata, il marito non deve fare ancora sforzi per prendersi cura di sua moglie? Deve farlo finché non riceve il riconoscimento da parte di sua moglie, che significa che la moglie dice al marito: “Tu mi ami davvero tanto”. Ella esprime gratitudine, ma fino ad allora lui deve sforzarsi costantemente. Coloro che hanno una tale attitudine sono buoni leaders, sono buoni soggetti. Se Mauro mi dice: “Poiché non ti sei preso così cura dell’Italia, o non ti sei preso tanta cura di me, i membri italiani stanno portando ora un grosso peso”. Forse Mauro mi dirà questo, si lamenterà in questo modo. Questa è una delle ragioni per cui io sono venuto qui oggi. Allo stesso modo, Mauro deve avere lo stesso cuore verso i leaders regionali e i leaders principali sotto di lui, così come io ce l’ho verso di lui. Desiderate che Mauro abbia questo genere di cuore di cui ho parlato o no? Si o no?

Ora la mia domanda a voi è questa: “Cosa dovreste fare con i membri sotto di voi? Immaginate che io raduni tutti i membri e chieda: “Cosa desiderate dal vostro leader regionale?” Cosa mi risponderanno i membri? Esattamente la stessa risposta che voi avete dato a me riguardo alla vostra relazione con il leader nazionale. Non pensate sia così? Ciò di cui ho parlato fino ad ora è che cos’è un buon oggetto e che cos’è un buon soggetto. Quando dico questo potreste chiedermi: “Pres. Kim, tu dici che noi siamo i leaders principali e abbiamo bisogno di servire e prenderci cura dei membri e che i membri devono semplicemente sedersi e aspettare che noi li serviamo fino ad avere il loro riconoscimento; fino a quale punto dobbiamo fare uno sforzo costante?” Sono sicuro che avete in mente una tale domanda. Comprendete ciò che voglio dire, e tuttavia potreste avere questa domanda: “Per quanto tempo devo continuare a fare sforzi?” Questo è il motivo per cui voglio spiegarvi ora com’è un bravo oggetto.

Chi è un buon membro? Per favore non considerate la vostra posizione di leader, non pensate alla vostra posizione. Pensate alla mia situazione: di fronte al Padre io sono un membro anche se sono leader europeo. Di fronte a me tutti i leaders nazionali sono come membri. Dal mio punto di vista il leader nazionale è un mio membro. Poiché io sono nella posizione di soggetto, il leader nazionale è nella posizione di oggetto. Dal punto di vista del leader nazionale, voi leaders principali siete nella posizione di membri; egli è nella posizione di soggetto e voi leader principali siete nella posizione di oggetto. Inoltre quando pensate a questa relazione voi siete il soggetto e i membri sono nella posizione di oggetto. E questo si applica anche ai vostri membri e alle persone esterne che non comprendono Dio e i Principi. I membri sono come leaders e le persone sono come membri. Posizione soggettiva e oggettiva. Nella terminologia dei Principi parliamo di relazione Abele e Caino. Ciascuno di noi ha entrambe le posizioni in se stesso; soggetto e oggetto. Noi abbiamo queste posizioni in noi stessi. Per alcuni leaders è facile pensare o sentire: “Quando il Padre fa un discorso ai membri, questo è solo per i membri”. E quando il Padre parla ai leaders, qualche leader pensa: “Questo è per me, non per i membri”. In realtà questa non è la giusta comprensione. Sia che il Padre parli dell’attitudine dei leaders o dei membri, noi dobbiamo applicarla a noi stessi. Se parla ai membri devo pensare: “Questo è per me”, se parla ai leaders devo pensare: “Questo è per me”. Dobbiamo applicare ogni cosa a noi stessi perché abbiamo entrambe le posizioni.

Allora la domanda è: “Perché dobbiamo avere in noi stessi entrambe le posizioni?” Poiché gli esseri umani sono creati in questo modo, soggetto e oggetto, mente e corpo, in noi stessi ci sono entrambe le funzioni. Noi possiamo esistere come esseri umani perché abbiamo in noi stessi mente e corpo, soggetto e oggetto; questa è la ragione per cui possiamo esistere come esseri umani. Se voi dite: “Io sono solo un leader” significa che voi siete solo una mente e dovete andare nel mondo spirituale, significa che siete una persona morta. Abbiamo sempre due posizioni in noi stessi. Ora in Europa io sono il leader, ma se io penso che io sono il leader europeo e il soggetto, io sono automaticamente morto. Se mi guardo intorno, dov’è la mia figura centrale in Europa? Come sapete la mia figura centrale è molto lontana, per cui se io guardo in Europa per cercare la mia figura centrale non posso trovare nessuno. Ecco perché devo comunque cercare qualcuno che faccia da mia figura centrale in Europa. Chi è? Io devo cercare la mia figura Abele in Europa e chi è la mia figura centrale? Se c’è un leader nazionale o regionale o anche qualche membro che lavora per Dio e i Veri Genitori più di chiunque altro, quella persona è la mia figura centrale.

Alle volte un cane può diventare la mia figura centrale. Devo spiegare perché? Forse siete un po’ stupiti da questa mia affermazione, ma pensate alla situazione di un cane. Ha una cultura diversa da quella degli esseri umani, parla una lingua diversa, ha un diverso stile di vita e una diversa tradizione. Anche esteriormente i cani sono molto diversi: hanno un mucchio di peli, non si puliscono mai i denti, camminano a quattro zampe; ogni cosa in loro è molto diversa dagli esseri umani. C’è qualche cosa in comune: hanno un naso, una bocca, due occhi… ma tutto il resto è differente.

Sebbene siano così diversi dagli uomini, l’uomo tuttavia li ama molto. Qualche cane dorme persino nello stesso letto degli esseri umani. Perché avviene questo? Come può un cane raggiungere questa posizione? Voi sapete molto bene quanto un cane può essere amato dall’uomo. Per esempio quando un padrone muore e scrive il suo testamento, alle volte lascia tutte le sue proprietà al suo cane. Alcune persone fanno persino una tomba per il loro cane morto. Ora ci sono persino hotels e saloni di bellezza per cani e nei supermarkets c’è il cibo per cani. Com’è possibile questo? Qual è il segreto? Se chiediamo al cane, il cane risponderà: “Bau, bau”. Quale può essere la traduzione della sua risposta? Il cane dice: “Io ho un genitore, ho fratelli e sorelle e ho amici, ma anche se ho dei genitori, per la vostra felicità io li lascio. Quando sono andato via i miei genitori piangevano e anch’io piangevo”. Il cane continua: “Io ho sorelle più grandi e una sorella più giovane, ho anche un fratello più grande e alcuni fratelli più giovani. Io ero felice con la mia famiglia, ma per il vostro bene ho lasciato tutti. Vengo da una cultura completamente diversa, ho una lingua diversa, uno stile di vita diverso. Un giorno il mio padrone ha visto che avevo la coda troppo lunga e mi ha fatto fare un’operazione per farla accorciare. Per dire la verità la mia coda lunga mi piaceva, ma il mio padrone la pensava diversamente. Tuttavia io non mi sono lamentato e non ho opposto resistenza. Ogni giorno il mio padrone mi porta a fare una passeggiata. Un giorno eravamo andati al parco e ho incontrato molti amici; istintivamente volevo correre insieme a loro, ma dopo qualche passo mi sono reso conto di avere una catena al collo e non potevo più muovermi. Ho cercato di far capire al mio padrone che volevo andare dai miei amici, ma il mio padrone ha detto semplicemente “No”. E io ho rinunciato all’idea e ho seguito il mio padrone.

Crescendo e diventando maturo sentivo il desiderio di un fidanzato o una fidanzata e anche se dovevo stare a casa volevo andare a vedere lui o lei. Posso capire che la mia fidanzata, con i suoi occhi, mi dice che mi ama, vuole che passiamo del tempo insieme e io voglio vederla, ma il mio padrone non comprende il nostro amore. Io sacrifico il mio amore più importante per il mio padrone. Se sono un cane da guardia alla fine della giornata sono stanco, ma per la sicurezza del mio padrone cerco di tenere sempre lontani i malintenzionati. Un giorno ero molto stanco, ma ho visto uno strano tipo entrare con una pistola per attaccare il mio padrone. Quando mi son reso conto di questo ho cercato di proteggere il mio padrone. Nonostante il pericolo sono saltato addosso a quel tipo per proteggere il mio padrone anche a rischio della mia vita. Un giorno c’era un incendio e il padrone era fuori, in casa c’erano solo i bambini e io ho salvato bambini del mio padrone anche se mi sono ustionato.

Un’altra volta il mio padrone aveva fatto bancarotta ed era molto abbattuto quando è arrivato a casa. Io ho cercato di prendermi veramente cura di lui e ho cercato di trasmettergli la mia gioia. Ho cercato di comunicare con lui, saltavo verso di lui con gioia. In quella occasione il mio padrone era così abbattuto che nessuno riusciva a comprenderlo, neppure sua moglie. ‘Solo il mio cane mi conforta’: questo era il sentimento del mio padrone in quella circostanza”.

Attraverso quest’esempio potete capire come il cane per la felicità del suo padrone ha sacrificato la sua vita e persino il suo amore. Quando penso a questo sento che un tale cane è così buono, che quel cane è la mia figura centrale. Allora debbo domandarmi, pensando a questa situazione, come mi sto comportando in confronto a quel cane? Capite ora cosa intendevo dire prima quando ho affermato che persino un animale può essere la mia figura centrale? Noi abbiamo entrambe le posizioni in noi stessi: soggetto e oggetto, mente e corpo, leader e membro.

Anche la nostra vita è in cielo e nell’inferno. Noi non siamo sempre in cielo, ma neanche sempre all’inferno. Questa è la ragione per cui dovremmo essere in grado di comprendere sia le persone che sono in cielo, sia le persone che sono all’inferno. Quando siamo in cielo dobbiamo considerare le persone che stanno soffrendo all’inferno e dobbiamo salvarle. D’altra parte quando siamo all’inferno dobbiamo sentire l’amore di Dio, perché Dio vuole che noi viviamo in cielo. Per vivere in cielo noi dobbiamo indennizzare i nostri peccati, i nostri problemi e il nostro passato. Attraverso questa condizione di indennizzo, Dio può chiederci di vivere in cielo. Quando siamo all’inferno abbiamo bisogno di sentire questo genere d’amore di Dio.

Come ho spiegato prima, chi è un buon membro? Chi è un buon oggetto? Prendiamo l’esempio di me stesso e del Padre: persino che il Padre non mi comprenda affatto. Diciamo che sono andato dal Padre e il Padre mi ha detto: “Grazie per essere venuto, è bello vederti”. In realtà il Padre non dice mai queste cose. Anche quando io mi inchino al Padre, il Padre mi ignora. Quando il Padre si comporta così, che genere di attitudine dovrei avere nel mio cuore? Diciamo che il Padre mi chieda: “Quanti anni sei stato in Europa? Che risultati hai portato? Che cosa hai fatto?” E quindi: “Non hai fatto abbastanza, non hai portato risultati, devi andare in un altro posto”. In questa situazione qual è un buon membro ideale? Qual è un buon oggetto? Se il Padre mi dice: “Vai fuori dalla chiesa, è meglio che tu muoia”, in questa situazione come mi dovrei sentire? Il Padre potrebbe dirmi: “Non abbiamo più bisogno di te per fare la volontà di Dio, è meglio per te andare nel mondo spirituale e morire.”

Se foste nella mia posizione cosa fareste? Prima di tutto la nostra fede non dovrebbe essere smossa da questo, in altre parole la nostra fede in Dio e nei Veri Genitori non dovrebbe essere scossa da questo. Questa è la situazione in cui possiamo comprendere Dio. Che genere di Dio? Dio è un Dio d’amore. I Veri genitori sono veri, non falsi genitori. Dio è un Dio di bontà e di verità, non un Dio di falsità. Questo punto, questa comprensione, questa fiducia o fede non dovrebbe mai essere scossa. Come secondo punto dobbiamo chiedere a noi stessi: “Se Dio è un Dio di verità e se Veri Genitori sono veri, perché hanno bisogno che io muoia?”

Come ho detto prima, in noi stessi abbiamo entrambe le posizioni: in noi abbiamo due noi stessi. Non dovremmo dimenticare questo punto. In altre parole il buon “io” è l’“io” di Dio in noi stessi: c’è un “io” con la natura caduta e c’è un “io” con la natura originale. Ci sono due “io” in noi stessi. In questa situazione il Padre, che è un padre di bontà, mi ha detto “dovresti morire”. Il Padre mi ha detto questo sulla base della natura originale o sulla base della natura caduta? La spiegazione dell’“io” è: l’“io” centrato su Dio e l’“io” centrato su se stesso. Questa è la ragione che in questa situazione dovremmo comprendere. Poiché Dio è un Dio di bontà e i Veri Genitori sono genitori d’amore, quando il Padre mi ha chiesto di morire, a quale “io” si è riferito? A quello egocentrico, è quello della natura caduta che deve morire. Quelle parole “devi morire”, che sono molto dure, sono parole di giudizio o sono parole di grazia? Cosa pensate? Quali parole sono migliori di “devi morire”? Il membro che sa ricevere queste parole è un buon membro. Un buon membro riceve le parole del leader e cerca di sforzarsi per eliminare la sua natura caduta e cercare di soggiogare l’“io” egocentrico. Questa è la strada dei genitori verso i figli già cresciuti. In altre parole questo è il modo di educare i membri cresciuti (maturi).

Se questo genere di educazione è dato a un figlio immaturo o a un membro immaturo non c’è speranza. Quando il membro è giovane o immaturo vuole ricevere amore e cura dal leader. Quando il membro è immaturo vuol essere ammirato e vuole ricevere buone parole: “Oh, hai fatto molto bene! Sei bravo!” Anche se non avete fatto bene volete ricevere questo genere di amore. Quando il membro riceve queste parole dolci, vuole fare di più. Questo è lo stadio di immaturità. Quando il membro è sempre così, non cresce mai, non si sviluppa mai.

Al contrario essere un figlio maturo significa saper distinguere ciò che è buono e ciò che non lo è in se stessi o ciò che può far Dio felice o infelice. Quando una persona sa farlo, significa che è cresciuta. Significa anche che è in grado di distinguere se ciò che sente deriva dalla mente originale o dalla mente caduta per comprendere cosa è buono e cosa è cattivo. Se sapete capirlo e distinguere bene significa che siete cresciuti. Se il membro è cresciuto e il leader non lo comprende, lui si sente triste nel cuore.

Voglio spiegarvi una categoria di membri: quella che, se il leader si prende cura di loro, agiscono bene. Se il membro è così, ma è qualcun altro e non il leader che si prende cura di lui, allora lui seguirà quel qualcun altro. Potrebbe persino seguire Satana, se è Satana a curarlo.

Chiunque può fare questo, persino un bambino. Se i genitori si comportano molto bene anche i loro figli agiranno bene. Il marito ama sua moglie e la moglie si comporta molto bene con suo marito, questo genere di comportamento lo può tenere chiunque. Se qualcuno agisce bene con voi, voi rispondete bene in ritorno. Chiunque può fare questo. Questo genere d’amore non è ancora lo standard di amore sacrificale, non è ancora vero amore. Vero amore significa amore sacrificale, voi sacrificate voi stessi. Cos’è il vero amore? Prendiamo l’esempio del marito e della moglie: se un marito non può prendersi buona cura della propria moglie, ma la moglie si prende realmente cura del marito, questo amore che la moglie dimostra è vero amore. Un altro esempio: se la moglie non si prende ben cura del marito, ma il marito ama molto la moglie, questo amore che il marito dimostra è vero amore.

Allora chi è un buon membro? Un buon membro è chi aiuta il suo leader, anche se il leader non si prende cura di lui molto bene. Se c’è un tale membro egli erediterà la posizione di leader. La mia domanda a voi leaders è: “Che genere di membro volete diventare? La prima categoria di membro che, dopo aver ricevuto la cura del leader risponde bene? O la seconda categoria di membro che, anche se il leader non agisce bene con lui, aiuta il leader? Quale dei due? Il primo o il secondo?”

Ci sono stati molti santi nella storia. Che genere di corso, o che genere di vita hanno vissuto? Essi hanno vissuto il genere di vita di cui vi ho parlato.

Questi santi hanno ricevuto da ogni parte molte persecuzioni, tutti li perseguitavano. Essi ricevettero persecuzioni, ma non si arresero, perdonarono e amarono continuamente i loro persecutori. E alla fine accadde che questi santi ricevettero tutte le benedizioni dai loro persecutori. Da questo punto di vista la mia relazione con il Padre è la stessa. Se il Padre non si prende affatto cura di me, io debbo essere un buon membro che sostiene il Padre e fa bene il suo lavoro. Non è così? Quando io mi comporto così con il Padre e dimostro un tale amore per lui, cosa pensa il Padre di me? Sicuramente il Padre ha fiducia in me e poiché ha più fiducia in me, vuol darmi più responsabilità. Quando il Padre vuol darmi più responsabilità mi dà più amore per proteggermi e perdersi cura di me. E io sono in grado di ricevere da lui più amore di prima.

In effetti questo esempio che vi ho fatto della mia relazione con il Padre è esattamente la stessa situazione della relazione fra il Padre e Dio. Pensate che Dio si prenda continuamente cura del Padre? Pensate che, quando il Padre andò in prigione apparve una luce risplendente e Dio si fece vedere per dire: “Io ti proteggerò sempre?”. Pensate che Dio si prese cura del Padre in questo modo? Nient’affatto. In realtà Dio ha mandato il Padre in prigione molte volte, e Dio non è mai apparso al Padre per dirgli: “Accadrà questo e quello”.

Dio non gli ha mai dato questo genere di guida. Anche se il Padre aveva realizzato alcune cose, Dio non ha mai mostrato ammirazione al Padre. Dio ha semplicemente ignorato il Padre e gli ha quindi dato più responsabilità. Dio ha chiesto al Padre di fare cose ancora più difficili. Questo genere di relazione è la relazione che esiste fra Dio e il Padre. Pensate a questo: se Dio si fosse realmente preso cura del Padre e gli avesse detto: “Devi seguire questo piano, da questa parte riceverai opposizione e tu devi seguire questa strada, ecc.” allora il Padre non sarebbe stato necessario perché chiunque a questo mondo avrebbe potuto fare ciò che il Padre ha fatto. Chiunque avrebbe potuto essere il Messia. Se Dio si fosse preso cura di voi in questo modo, non pensate che avreste potuto farlo anche voi?

Questa è la ragione per cui dovete studiare molto bene le parole del Padre. Il Padre ha fatto un discorso in cui ha detto che quando guardava indietro alle difficoltà che aveva attraversato vi vedeva una benedizione, l’amore di Dio. In quel discorso il Padre ha parlato della sua vita. Il Padre è passato attraverso molte difficoltà e in quei momenti, quando doveva affrontare difficoltà e problemi, persino il Padre, il Messia, aveva una domanda: “Perché Dio mi dà tali difficoltà?”. Il Padre era sicuro di non aver commesso nessun errore e di aver fatto ogni cosa per il bene di Dio, ma nonostante questo Dio poneva difronte a lui delle difficoltà. Il Padre anche in tali circostanze ha cercato sempre di provare gratitudine e di superare ogni cosa. Dopo aver superato quelle difficoltà Dio dava al Padre una più grande benedizione. Ogni volta che il Padre va incontro a difficoltà sente che Dio gli dà quel problema per potergli poi donare una benedizione più grande. Con questa comprensione e attitudine, il Padre cerca sempre di superare ogni cosa. In effetti tutti questi problemi rappresentano l’amore di Dio.

Io devo percorrere la stessa strada del Padre e non devo aspettarmi che lui si prenda cura di me. Non devo aspettarmi di ricevere cure dal Padre; noi sappiamo che genere di corso il Padre ha attraversato.

Ritorniamo alla mia relazione con Mauro. Io non mi sono preso molta cura di Mauro. Anche se io non mi prendo molta cura di Mauro, che genere di corso lui deve attraversare? Qual è la giusta attitudine? Se Mauro non si prende buona cura di voi, voi come vi dovete comportare? Devo farvi una domanda: “Che genere di membri volete essere? Volete essere un regional leader che cresce per diventare leader nazionale o volete essere un leader immaturo, come un bambino?” Come ho spiegato prima se diventate un leader regionale cresciuto, adulto, sarete in grado di assumere il ruolo di leader nazionale. Lo stesso vale fra voi (leaders regionali) e i membri. Se voi non vi prendete cura dei membri, ma loro hanno fiducia in voi e si prendono cura di voi, vi considerano come Veri Genitori e vi seguono, voi sentite che volete dare loro le vostre responsabilità. Voi sentite di non fare abbastanza e che quel genere di membro deve prendere la vostra missione. Non è così? Se c’è una persona che vi serve e si prende cura di voi anche se voi, come leader, non vi prendete buona cura di lui, quel membro riceve tutta la benedizione. Al contrario, se il leader non si prende cura del membro e il membro si lamenta: “Non ti posso seguire se non cambi”, questo genere di membro non riceverà mai, non erediterà mai la benedizione del leader.

Questo è un punto molto importante da capire. Facciamo un esempio. Mauro non agisce bene. Io mi lamento con lui e lo rimprovero. In questa situazione c’è un motivo di lamentela da parte sua nei miei confronti. Io non devo reagire. Io devo considerare perché si è lamentato e devo fare uno sforzo per comprenderlo, per prendermi cura di lui, per fare la mia parte di responsabilità. Quando io faccio questo sforzo, io sono nella posizione del giusto “più”. E dal punto di vista di Dio, quando Dio vede una tale posizione pensa: “Tu hai agito bene, tu sei bravo”. Se, quando sto cercando di prendermi cura di lui, per capirlo e così via, facendo sforzi continui e ancora Mauro si lamenta, Dio può riconoscere: “Oh, tu hai fatto molto bene la tua parte di responsabilità”. In questa situazione Dio può preparare qualcun altro al posto di Mauro. Perché questo è il Principio, quando c’è un “più”, automaticamente deve apparire un “meno”. Quando c’è un “più” assoluto, un “meno” assoluto appare. Al contrario quando Dio vede me e io non sono ancora un “più” assoluto, ma cambio Mauro, allora arriva una persona più difficile di Mauro. Qual è lo scopo di Dio nel creare una tale situazione? Poiché Dio vuole che io diventi un “più” assoluto, la mia attitudine come leader dev’essere: “Mauro si lamenta perché vuole che io sia perfetto”. Quando penso in questo modo, mi sento così grato nei confronti di Mauro; non è vero? Perché? Perché lui è la persona che mi rende perfetto. Io non ho bisogno di cambiare lui o di cambiare la sua missione, non ho bisogno di fare niente.

Il punto è che, se io divento un “più” assoluto di fronte a lui e continuo a sforzarmi, automaticamente Dio e il mondo spirituale lavoreranno per creare un altro “meno” assoluto. Non sarò io a cambiarlo, Dio lo farà. Il mio compito è se io faccio o no la mia parte di responsabilità, se io mi prendo buona cura di lui o no. Questo è il mio punto principale. Nel mondo secolare, diciamo che qualche società o organizzazione, quando qualcuno non ascolta il direttore, questi lo trasferisce da qualche altra parte e mette qualcun altro al suo posto. In questa situazione coloro che sono spostati dal direttore provano del risentimento. Se una società crea molti risentimenti in molte persone, per quella società le cose non andranno bene. Se invece, anche se i lavoratori non si comportano bene, il direttore si prende cura di loro molto bene e insegna loro come diventare buoni impiegati e come non commettere più errori, quello è un direttore che merita la sua qualifica. Se il dirigente non agisce così e leva responsabilità ai lavoratori, senza correggerne gli errori, creerà del risentimento.

Nel mondo secolare le persone cercano di risolvere i problemi con il denaro, con la posizione, o con un buon trattamento quale dare una paga più alta, dare una macchina, ecc. È molto conveniente, se la persona non ascolta il direttore, egli la cambierà molto facilmente. Se il direttore di una società è così, i lavoratori sono come servi. Il direttore non può mai avere un cuore di genitore, un cuore di maestro. Questa è la ragione per cui i lavoratori non sentono di prendersi cura della società in quanto loro società. Per esempio, se la luce è accesa inutilmente, un servo non se ne cura; se c’è una perdita d’acqua un servo non se ne cura. Al contrario, se gli impiegati hanno un cuore di maestro e vedono che la luce è accesa inutilmente la spegneranno perché l’azienda è la loro azienda. Quando la società è sull’orlo della bancarotta, non vogliono ricevere il loro salario per il bene della società. Se per un mese non ricevono lo stipendio va bene, possono sacrificarsi. Perché? Perché hanno un cuore di responsabile. Perché i lavoratori hanno un tale cuore di responsabile, di maestro? Perché il direttore si è preso cura di loro con un tale cuore. Lui si è preso cura di loro molto bene. In questo modo non ci saranno problemi con i sindacati.

Ho spiegato chi è un buon membro. Un buon membro è colui che anche se il leader non si può prendere buona cura di lui, cerca lo stesso di aiutare il leader, di servirlo e di aiutare il leader nei suoi punti deboli. Pensiamo alla relazione fra membri e leaders. Noi diventiamo membri o leaders centrati sulla volontà di Dio. Parlando praticamente, cosa significa questo? La restaurazione dell’Italia. Incentrati sulla restaurazione dell’Italia, noi diventiamo leaders e membri. Questa è la ragione per cui, anche se il leader non può prendersi molta cura di voi, voi lavorate per il bene della restaurazione dell’Italia. Questo è lo scopo comune. C’è uno scopo comune fra leaders e membri. Questa è la ragione per cui anche se il leader non agisce così bene voi cercate di farlo. Voi cercate persino di fare uno sforzo per fare la parte di responsabilità che il leader non fa. Quando ci sono membri di questo tipo che sono realmente preoccupati della restaurazione dell’Italia e prendono responsabilità per quanto il leader deve fare addossandosi la sua responsabilità sulle loro spalle, Dio vuole dare gradualmente responsabilità a questi membri. Capite? Voglio farvi una domanda: “Da dove, viene Abele?” Abele proviene da Caino.

Fra Mosè e Giosuè, chi è la figura centrale? Mosè è la figura centrale. Diciamo che Mosè non poteva prendersi molta cura di Giosuè. E tuttavia Giosuè sostenne Mosè, conoscendo la sua missione; sostenne Mosè e cercò di unirsi ai leaders per portarli verso Mosè. Cosa accadde dopo? Dio benedì Giosuè anziché Mosè. Pensate che Mosè si prese molta cura di Giosuè? Pensate che gli riservò una cura speciale? In effetti Mosè non poté farlo perché c’erano migliaia di persone e molti leaders tribali. C’erano molti leaders deboli e Mosè cercò di prendersi cura di loro. Mosè non poteva curare solo Giosuè. Ma Giosuè prese la posizione di Mosè. Giosuè prese sulle sue spalle il compito di Mosè e lo realizzò per il bene di Mosè. Grazie all’attitudine di Giosuè, grazie a questo buon membro, la buona attitudine Caino di Giosuè, Dio diede la benedizione di Mosè a Giosuè.

Giosuè non si lamentava con Mosè come facevano gli altri Israeliti. Immaginate quanto gli Israeliti si lamentavano per tutto il tempo con Mosè. Si lamentavano sempre e volevano tornare in Egitto. “Perché siamo finiti nel deserto?” Si lamentavano così tanto; portavano tutte le loro lamentele a Giosuè.

Ma pensate che Giosuè, che riceveva tutte queste lamentele, le andava a portare a Mosè? Pensate che Giosuè si unì a tutte le lamentele degli Israeliti? Pensate che andò da Mosè e gli disse quanto si lamentavano e gli suggerì di cambiare questo o quello? Pensate che Giosuè agisse così? In realtà Giosuè si pose di fronte agli Israeliti appoggiando Mosè. Egli difese Mosè e disse agli Israeliti: “Non potete lamentarvi, dovete andare e seguire Mosè questa è la strada che dobbiamo percorrere. In altre parole Giosuè tentò di persuadere gli Israeliti. Questa è la ragione per cui Giosuè fu designato per essere il successore di Mosè. Questo è il motivo per cui Giosuè poté diventare Abele, partendo dalla posizione di Caino.

Che genere di Caino può diventare Abele? Può diventarlo colui che è un Caino esemplare. Pertanto solo dei buoni membri possono diventare dei buoni leaders. Capite chi è un buon membro e chi è un buon leader? L’ho già spiegato. Dobbiamo capire su che base possiamo diventare bravi membri e bravi leaders. Come ho già spiegato, centrati su uno scopo comune e una comune missione, la restaurazione dell’Italia può avvenire. Centrati su questa missione esiste la relazione leader e membro. Questo è il motivo per cui, centrati su questo scopo comune, la restaurazione dell’Italia, Mauro è il leader responsabile, quindi i leaders regionali sono sotto di lui e i membri sono sotto di loro. Questa è la ragione per cui, per il bene della restaurazione dell’Italia, esiste la posizione di leader nazionale, di regional leaders e di membri. Per il bene di questo scopo comune. Non dobbiamo dimenticarci questo punto.

Anche fare attività economica è per il bene dell’Italia, della sua restaurazione. Perché abbiamo Colle Mattia? Per il bene della restaurazione dell’Italia, questa è la ragione per cui abbiamo questa fattoria. Lo scopo di ogni cosa, di qualunque attività è per la restaurazione dell’Italia, per realizzare questo scopo comune. Il leader non può farlo da solo. Può Dio creare da solo il mondo ideale? Pensate che Dio onnipotente possa creare il mondo ideale? Dio può farlo solo attraverso l’uomo. Può il Messia restaurare da solo l’intero universo? No! Io sono il leader europeo. Posso restaurare l’Europa da solo? No, non posso. Può il leader nazionale restaurare da solo la nazione? No, non può. Pensate che il leader regionale può restaurare da solo la sua regione? No, non può farlo da solo.

Ora voglio spiegarvi la ragione per cui ci sono molte difficoltà in questo momento. Vi ho già spiegato il punto più importante che nasce da me. Cioè non mi sono potuto prendere buona cura di Mauro. Questo è il punto più importante. Qui è il punto da dove è iniziato il problema. La ragione per cui il Padre mi ha mandato in Europa è la restaurazione dell’Europa. Sebbene dal punto di vista del Padre io non sia abbastanza qualificato, il Padre ha bisogno di qualcuno in Europa che porti avanti la restaurazione dell’Europa stessa. Come ho detto prima, la missione del Padre è la restaurazione del mondo, ma il Padre non può farlo da solo. Anche per me è impossibile restaurare l’Europa da solo. L’Europa Occidentale consiste di 21 nazioni dal punto di vista della missione, inclusa Malta e altre piccole nazioni. Ci sono 8 nazioni europee orientali inclusa l’ex Unione Sovietica. (Albania, Jugoslavia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia e Russia). Ora molte repubbliche dell’ex Unione Sovietica sono diventate indipendenti, perciò è difficile fare un calcolo esatto. Io da solo non posso assolutamente prendermi cura di queste nazioni. Per questo ho bisogno innanzitutto dei leaders nazionali che si prendano cura di ciascuna nazione.

Se pensiamo al leader nazionale, può lui da solo restaurare la nazione? Per la restaurazione della nazione abbiamo bisogno di persone che possano sostenere il leader nazionale. Ora che io sono leader dell’Europa devo prendermi cura di 30 nazioni (nazioni occidentali e orientali insieme). Questo significa che devo dividere me stesso in 30 pezzi, me stesso più trenta pezzi. I leaders nazionali sono come i miei rappresentanti. Io ho mandato i miei rappresentanti in ciascuna nazione, per prendersi cura di ciascuna nazione. Quando questi 30 leaders si uniscono, allora diventano me stesso. Io ho inviato un rappresentante in ciascuna nazione, ciò significa che ho diviso il mio corpo. Allo stesso modo devo dividere in 30 parti anche il mio cuore. Questa è la ragione per cui, strettamente parlando, per diventare mio rappresentante, ciascun rappresentante deve diventare uguale a me, un altro me stesso, corpo e mente, il più possibile. Per fare questo io devo entrare in questi rappresentanti, attraverso ciò noi possiamo diventare uno.

Quando pensiamo alla creazione, creazione significa creare il vostro secondo io. Per creare, voi dovete investire tutto di voi stessi, ogni cosa, poi il vostro secondo io può essere creato. Ciò che io devo fare è investire completamente me stesso in ciascuno dei miei 30 rappresentanti. Da questo punto di vista, quante cose devo fare? Prendiamo l’esempio di Malta. Non sono mai stato a Malta finora. Naturalmente come leader europeo e dal punto di vista della struttura io sono anche leader di Malta, ma io non sono stato fisicamente a Malta, questo significa che non sono ancora il leader di Malta, da un punto di vista interiore. Sicuramente ci sono molti membri italiani che io non ho ancora incontrato. Questo significa che io non sono ancora diventato un leader per questi membri. Non pensate sia così? Anche questi membri pensano: “Io non ho ancora incontrato Pres. Kim, per cui lui non è il mio leader”.

Pensate che io stia lavorando in qualche attività esterna in una città della Corea. Quindi vengo in Italia improvvisamente, proclamandomi leader dell’Europa. Pensate che mi accettereste? Sicuramente mi chiedereste: “Signor Kim, chi ti ha mandato? Chi ti ha nominato leader europeo?” Allora direi che sono venuto di mia volontà e il mio desiderio è la restaurazione dell’Europa. Accettereste? No, non accettereste. Al contrario se io sono inviato da Dio e dai Veri Genitori, sicuramente voi mi accettereste. Questa è la ragione per cui un punto importante è chi è che manda il leader. Non pensate che per il lavoro di Dio voi potete fare qualsiasi cosa. Non dovete pensare in questo modo. Sapete perché? Anche se andate in qualche area e dichiarate che siete andati a restaurarla, le persone di quell’area vi chiederanno chi vi ha mandato. Quelle persone vi chiederanno se siete stati inviati da Dio o no, o se siete andati là solo per vostra iniziativa. Perché faranno questa domanda? Perché questo è un punto molto importante. Anche voi mi state ascoltando molto attentamente perché sapete che io sono stato inviato in Europa dal Padre. Questa è la ragione per cui è così importante sapere da chi siete mandati.

Il Messia è mandato da Dio. I discepoli sono mandati dal Messia. Quando un discepolo viene e il popolo lo giudica, questo significa che il popolo non sta semplicemente giudicando il discepolo, ma sta giudicando Dio e il Messia. Queste persone riceveranno una punizione. Questa è la ragione per cui ciò accadde 2000 anni fa. I discepoli di Gesù erano persone molto semplici. Prima di incontrare Gesù erano pescatori, collettori di tasse, persone non molto rispettate nella loro società, persone senza istruzione. Così quando i politici e gli alti prelati di Israele li giudicarono e li perseguitarono, andarono all’inferno. Perché? Perché non compresero da chi erano mandati quei discepoli. Ecco perché è molto importante capire questo punto. Ecco perché non dovreste fare nulla di vostra volontà. Anche il papa o le persone della società se perseguitano i nostri membri avranno problemi. Perché? Perché loro sono inviati dal Messia. Noi siamo persone molto semplici, ma da questo punto di vista siamo persone molto temibili. Perché? In ragione di chi noi rappresentiamo. Voglio che comprendiate molto bene questo punto.

Io non posso fare tutto da solo. Questo è il motivo per cui i leaders nazionali sono una parte di me, il mio secondo io. Se un leader nazionale ha qualche sofferenza, allora io dovrei sentire dolore in me stesso, perché quel leader nazionale è parte di me. L’errore di un leader nazionale è anche un mio errore. Questa è la ragione per cui io devo prendere responsabilità per gli errori del leader nazionale. Questa è la ragione per cui Gesù prese responsabilità per gli errori degli Israeliti. Gesù era senza peccato, lo sapete. Non aveva alcun peccato di cui essere accusato. Egli servì, amò, investì ogni cosa, fece la sua parte di responsabilità, ma portò tutti gli errori degli Israeliti sulle sue spalle e percorse la strada che conosciamo. Ecco perché considero l’errore del leader nazionale come mio errore. Io devo prendere la responsabilità dell’errore di un leader nazionale. Non è così?

Anche nel mondo secolare c’è la stessa situazione. Diciamo che c’è un ministro dei trasporti e che in qualche parte del paese avviene un grave incidente. Chi prenderà responsabilità per quell’incidente? Naturalmente le persone che hanno causato materialmente l’incidente devono prendersene la responsabilità, ma la responsabilità generale dovrà essere presa dal ministro dei trasporti e può darsi che egli si dimetterà dalla sua posizione. In qualche caso il ministro potrebbe persino andare in prigione. Questo accade nel mondo secolare. E nel Regno dei Cieli? La regola sarà ancora più stretta.

Anche se il leader nazionale non svolge bene il suo compito, non posso semplicemente toglierlo, dargli un’altra missione e mettere qualcun altro al suo posto. Se lo elimino, devo eliminare anche me stesso. Capite questo punto? Cosa succederà se non faccio così? Chi è responsabile? In realtà io devo guidare bene, come ha dimostrato il Padre, con un cuore di padre. Quando penso a questo, non posso semplicemente levare il leader nazionale. Capite questo tipo di cuore di cui vi ho parlato? Il punto è che prima di eliminare gli altri dobbiamo eliminare noi stessi. Dobbiamo riflettere su noi stessi e quindi tagliare. Se io taglio via me stesso per prima cosa, allora è possibile tagliare gli altri. Capite questo punto?

Duemila anni fa Gesù sapeva che fra i suoi discepoli c’era Giuda che lo avrebbe tradito, ma Gesù non lo cacciò. Questo significa che lui si prese cura di Giuda. Gesù si prese cura di lui con tutto il suo cuore e il suo amore, egli compì la sua parte di responsabilità, ma Giuda lasciò Gesù mancando nella sua parte di responsabilità. Andò per la sua strada, non fu Gesù che lo mandò via. Il Padre sta percorrendo esattamente lo stesso corso di Gesù. Dobbiamo imparare i corsi di Gesù e del Padre e seguire la stessa strada.

Ecco perché il Padre ha detto ai leaders di non considerare superficialmente il cambiamento di missione dei membri. Il Padre ha messo in guardia i leaders affinché stiano molto attenti, perché se un leader cambia semplicemente una missione, si troverà nei quai. Il Padre sa questo molto bene, così ha messo in guardia i leaders di stare veramente attenti nel cambiare le missioni. Un’altra domanda è: “Voi siete miei membri o siete membri del Padre?” Il Padre mi ha inviato qui affinché mi prendessi cura dei suoi figli. Questa è la ragione per cui sono venuto qui, come fratello più grande, per conto dei genitori. È sbagliato quello che sto dicendo? Vi ho già detto stamattina che quando il Padre mi ha mandato qui mi ha detto di prendermi cura dei membri europei più dei miei stessi figli. Ecco perché ho sempre avuto questa domanda nella mia mente: “Mi sto realmente prendendo cura dei membri come fa il Padre?” Rifletto sempre su questo punto. Ecco perché non posso fare tutto da solo e chiedo ai leaders nazionali di agire nello stesso modo. Anche voi dovete prendervi cura dei membri della vostra nazione più che dei vostri stessi figli. Ho chiesto questo ai national leaders perché questo è stato quello che il Padre ha chiesto a me. Sono stato insieme al padre, per così tanti anni ed è per questo che in qualche modo comprendo ciò che il Padre vuol dire. Ma quando guardo voi, leaders nazionali e regionali, posso vedere che non avete una sufficiente comprensione. Questo è il motivo per cui chiedo sempre ai leaders nazionali di avvisarmi prima di cambiare missione a un leader regionale; voglio evitare qualunque errore o problema. Chiedo questo perché voglio controllare, quando il leader nazionale cambia la missione di qualche leader o membro, se egli ha fatto veramente la sua parte di responsabilità, se ha investito il suo cuore in quella persona e se ne è preso veramente cura. Un altro scopo è aiutare il leader nazionale a guidare bene i membri; ecco perché chiedo al leader nazionale di informarmi prima di cambiare missione a qualcuno. Queste cose le avevo già chieste ai leader nazionali 3 anni fa. Voi leaders regionali, quando cambiate missione ai vostri membri, dovete avere un cuore simile. Prima di farlo dovete parlare con il vostro leader nazionale.

Anche dal punto di vista della missione non potete fare tutto da soli. Ecco perché senza collaborazione, senza l’aiuto del leader nazionale e dei membri non potete lavorare. Avete bisogno dell’aiuto del leader nazionale. Per averlo dovete servirlo e prendervi cura di lui. Vi ho già spiegato questa stamattina: se non aiutate il leader nazionale, ma gli dite solo: “Devi aiutarmi” allora il leader nazionale è solo. Voglio che comprendiate molto chiaramente questo punto. Voi siete dei “second selfs” (un altro se stesso).

Prendiamo l’esempio del leader di un centro con 10 membri. Questi 10 membri sono come 10 diverse parti di quel leader. Se uno di quei membri lotta per delle difficoltà, come conseguenza anche il leader fa lo stesso. Perciò da dove viene la sofferenza del leader? Viene dai membri, non da se stesso. Quindi per eliminare la sua sofferenza il leader deve prima fare uno sforzo per eliminare la sofferenza dei suoi membri. Questa è la strada giusta, ma sfortunatamente non è quella seguita. Accade invece il contrario: egli cerca di risolvere per prima cosa la sua pena, ma poiché essa non proviene da lui, ma dai suoi membri la strada che segue è quella sbagliata. Il leader deve risolvere per prima cosa la sofferenza dei membri e poi anche la sua sarà risolta automaticamente.

Prendiamo l’esempio della testimonianza. La mia domanda è: “Qual è l’obiettivo italiano di testimonianza?” Sapete che la vostra nazione sorella è la Romania, avete una meta da raggiungere, mobilitando i membri e lavorando là, dovete trovare nuovi membri, l’obiettivo è 180. Se pensate a questa meta, pensate che basti una persona sola per realizzarla? Impossibile. Ecco perché è necessaria la collaborazione. Perciò quando pensiamo alla testimonianza, chi testimonia, il leader o i membri? Prendiamo l’esempio degli affari. Chi beneficia del profitto? Il venditore o il manager? E se pensiamo alla raccolta fondi? Chi è che fa il risultato in un team, il leader o i membri? In effetti sono i membri che fanno il risultato. Se è così, cosa fa il leader? Se sono i membri a fare il risultato, abbiamo bisogno di molti membri e meno leaders o è vero il contrario? Naturalmente abbiamo bisogno di essere produttivi e quindi dobbiamo avere molti membri. Perciò ritorniamo alla domanda, qual è la missione del leader in questa situazione? Qual è il risultato che un leader deve portare? Amando e prendendosi cura dei membri deve motivarli per creare i risultati. Questo si chiama risultato interiore. Il risultato che portano i membri è il risultato esteriore e per avere molti risultati esteriori c’è bisogno di molti risultati interiori.

Per esempio, consideriamo il proprietario di una fattoria dove si allevano delle galline. Chi produce le uova? Il fattore o le galline? Le galline. Gli esseri umani non possono fare le uova. Allora cosa fanno? La responsabilità degli esseri umani è motivare le galline a fare le uova. Il fattore deve creare il risultato interiore, invisibile. Realizzare un grande risultato interiore è la via per avere molti risultati esteriori, per creare molti risultati esteriori, che genere di persona dev’essere un leader? Dev’essere una persona in grado di realizzare un grande risultato interiore. Perciò se come leader ordinate semplicemente: “Dovete raggiungere il vostro obiettivo, il Padre ha dato queste istruzioni, il Padre ha detto questo e quello”, questa non è la strada giusta. Ecco perché dovete comprendere qual è la responsabilità, il compito, la missione di un leader. È creare il risultato interiore praticando il vero amore di Dio. Ecco perché il leader deve prendersi cura dei suoi membri con tutto il suo cuore. Questo è il motivo per cui parlo di questi argomenti durante gli incontri dei leaders nazionali. Quindi dico loro: “Quando ritornate nelle vostre nazioni dovete riunire tutti i leaders principali, tutti i rappresentanti dei leaders”.

Qui in Italia, tutti voi, presenti qui oggi, siete in questa posizione. Io dico ai leaders nazionali di condividere ciò che hanno imparato con tutti i loro leaders. Quindi, quando tutti voi leaders ricevete questo contenuto di guida interiore, dovete condividerlo con i vostri membri. Pertanto avete bisogno di creare il vostro risultato interiore attraverso i vostri membri, prendendovi cura di loro, amandoli, cercando di motivarli. Se fate così pensate che i vostri membri si lamenteranno? Sicuramente no, saranno anzi contenti di creare il risultato per voi. Da questo punto di vista voi leaders non dovreste preoccuparvi del risultato esteriore. Come leaders dovete preoccuparvi di quanto avete investito di voi stessi per creare il risultato interiore. Dovete preoccuparvi di quanto vi siete presi cura dei vostri membri con vero amore. Capite cosa voglio dire? Voglio vedere quanto questo contenuto è passato correttamente agli altri leaders e membri nelle nazioni. Voglio andare in giro io stesso in queste nazioni e vedere.

Come posso vedere quanto risultato interiore ciascun leader sta portando? Posso conoscerlo attraverso i risultati settimanali che le nazioni mi passano tramite gli headquarters. Cosa significa se non ci sono risultati esteriori? Significa che non c’è sufficiente risultato interiore. Non pensate sia così? Prendiamo l’esempio del fattore. Molte galline sono malate e non producono molte uova. Chi ha il problema, il fattore o le galline? Non è il problema delle galline, è il problema del fattore. La ragione per cui voglio conoscere i risultati settimanali della testimonianza è per controllare il risultato interiore. Voglio che comprendiate questo molto chiaramente. Il mio interesse principale non è semplicemente guardare il risultato esteriore, la mia preoccupazione principale è vedere il risultato interiore attraverso quello esteriore. Se c’è un risultato interiore, il risultato esteriore verrà automaticamente. Il risultato interno è soggetto, come causa ed effetto. Ecco perché quando riceviamo i reports delle regioni possiamo vedere: “Oh, in questa regione non c’è un buon risultato esteriore, questo significa che non c’è molto risultato interiore”. Allora il leader nazionale deve chiamare il leader regionale, dargli guida interiore e prendersi cura di lui. Perciò il leader nazionale deve motivarlo a portare più risultato interiore. Questo è il contenuto di ciò che sto insegnando agli incontri con i leaders nazionali.

Ogni settimana ricevo da tutte le nazioni europee un rapporto di testimonianza e lo mando a tutte le altre nazioni europee. Perché faccio questo? Per esempio qui in Italia voi ricevete il rapporto fatto da tutte le nazioni europee e così potete comparare voi stessi con le altre nazioni. Può darsi che le altre nazioni facciano più di voi, così voi dovete fare di più. Poiché stanno andando meglio, voi volete competere con loro. Pertanto dobbiamo avere una buona competizione. Negli affari c’è lo stesso principio. Le aziende controllano sempre la loro concorrenza. Controllano e comparano i profitti, ecc. Cercano di ottenere maggiori informazioni possibili, al più presto possibile riguardo ai costi, ecc. Questa è la ragione per cui io mando i report settimanali a ciascuna nazione. Non è per i membri, ma i leaders. Se voi leaders vi prendete buona cura dei vostri membri, i risultati verranno. Persino le galline che fanno un uovo, se sono ben curate, ne faranno due. Se siete sinceramente preoccupati della restaurazione dell’Italia dovete riunirvi focalizzandovi su queste cose. Quindi dovete parlare delle strategie e delle tattiche da seguire per ottenere un risultato insieme.

Fin dal 1987 ho tenuto questi rapporti da tutta Europa. Sfortunatamente il risultato europeo è stato molto scarso. Quando lo riferisco al Padre, come pensate che si senta il Padre pensando all’Europa? Come pensate che si senta il Padre quando guarda ai risultati dell’Italia e vede che avete 231 fra membri benedetti e core members, ma non avete trovato molti nuovi membri? Nel 1987 avete trovato 6 core members, nel 1988 ne avete trovati 2, nel 1989 ne avete trovati 14, nel 1990 sette, nel 1991 cinque. 231 membri stanno lavorando e questo è il risultato dell’intera nazione in un anno. Come pensate che si senta il Padre pensando all’Italia?

La mia missione è dare buoni rapporti al Padre sui risultati del leader nazionale, del leader regionale e dei membri. Se porto questo risultato al Padre, rimarrà deluso dall’Italia. Il Padre sentirà: “Ma cosa succede all’Italia?” Ecco perché è veramente molto difficile per me relazionare al Padre riguardo a questa realtà. Io non potevo dare al Padre questo rapporto. Io ho solo detto al Padre, vagamente, che i membri stavano lavorando bene. Naturalmente questo è il mio risultato. Ho capito che io non riuscivo ad avere un risultato interiore sufficiente con i leaders nazionali ecco perché questo è il risultato esteriore. Ecco perché mi vergogno. Per tanto tempo non ho potuto mostrare questa realtà al Padre. Poi ho sentito che anche se il Padre mi diceva: “Non hai fatto bene la tua missione”, io devo comunque essere onesto con il Padre.

Allora avevo tenuto un incontro con i leaders nel luglio del 1991 e ho chiesto ai leaders nazionali se potevano realizzare la meta della loro nazione entro un anno. Quell’anno finisce con la fine di giugno. La vostra meta qui in Italia è trovare 180 membri tramite la Romania. Io chiesi: “Potete farlo?” Tutti i leaders nazionali mi hanno risposto di sì. In quell’occasione dissi: “Se non avete fiducia di realizzare la meta, per favore ditemelo onestamente, io non me la prenderò con voi, ma prenderò direttamente su di me la vostra missione di leader. In questo caso il leader nazionale dovrà diventare il membro più esemplare della nazione e dovrà lavorar duro. Io chiesi a tutti i leaders nazionali se potevano realizzare la meta in un anno, oppure no; tutti risposero di sì. Noi ci ponemmo un obiettivo, facemmo insieme una promessa e io riportai questo impegno al Padre.

Qui possiamo vedere i vostri risultati settimanali degli ultimi 5 anni. Coloro che hanno visto questa scheda dei risultati per favore alzino la mano. Se non conoscete questi risultati come potete preoccuparvi di raggiungere l’armonia? Attraverso questa scheda dei risultati posso capire che in questa nazione la relazione fra il leader nazionale, i leaders regionali e i membri non è abbastanza buona. Se io dico che non è buona, voi rispondete che state lavorando bene. Perciò dico che non è abbastanza buona. Vedendo questo io mi preoccupo della vostra nazione. Quando un affare va male, quando i conti sono in rosso, c’è una ragione per questo. Voi dovete esaminare quale sezione, quale parte è sbagliata. Vi incoraggio a fare quest’analisi. Vi ho un po’ spiegato riguardo a questo punto. Non potete agire da soli. Il proprietario di una fattoria ha bisogno di prendersi cura molto bene delle sue galline. Questo è il risultato interiore. Quando tenni un incontro dei leaders europei non venne, solo Mauro, ma c’erano anche alcuni di voi, leaders principali. Avete partecipato a un incontro dei leaders a Camberg? Coloro fra voi che erano là, per favore alzino la mano. Noi discutemmo insieme di queste cose e facemmo insieme una promessa di fronte a Dio e ai Veri Genitori. Allora dovete guardare in voi stessi e controllare quanto state praticando ciò avete promesso. Ripetutamente vi ho chiesto di trasmettere quanto avevate promesso a tutti i membri al ritorno nelle vostre nazioni, regioni, città. Voi non siete le persone che fanno direttamente i risultati, perciò avete bisogno di condividere ciò che ricevete e dovete prendervi cura dei vostri membri. Voi leaders non avete fatto questo. Noi abbiamo promesso, ma non abbiamo saputo realizzare. Poi abbiamo avuto ancora un incontro, abbiamo promesso ancora, siamo tornati indietro e ancora non abbiamo realizzato. È naturale allora che nella nostra chiesa arrivino problemi. Quando abbiamo un problema dobbiamo capire da dove ha origine, qual è la causa.

Nel 1986 e nel 1987 vi avevo dato la meta di triplicare i membri, di trovare 3 membri in un anno. Naturalmente dandovi una tale istruzione, sia leaders che membri avete sentito pressione; quindi ho chiesto che ciascuno facesse il suo piano e me lo comunicasse. Quindi discutemmo e decidemmo insieme. In altre parole questa meta non veniva dall’alto, ma da ciascun membro.

Allora quando dei leaders nazionali si riuniscono per due o tre giorni e discutono e decidono, questa è una promessa. Noi dobbiamo realmente mantenere una promessa fatta, altrimenti cominciano i problemi. Perché iniziano i problemi? Se non mantenete le promesse per diverse volte, Dio non può più aver fiducia in voi. Guardate dal punto di vista di Dio, voi avete fatto una promessa e non l’avete mantenuta. L’avete rifatta e ancora non avete portato il risultato promesso. Allora quando promettete ancora, Dio non può più fidarsi di voi. Voi avete detto che avreste raggiunto un obiettivo, ma ancora non avete mantenuto questa promessa. Se siete in questa situazione, non siete in grado di ricevere aiuto spirituale. Ecco perché Dio è deluso da noi. E non solo Dio è deluso, ma dall’altro lato Satana è molto felice. Egli dirà a Dio: “Ti ha promesso qualcosa e non l’ha fatto, non ti sta affatto seguendo, non è tuo figlio, ma mio figlio”. Allora Satana potrà reclamarci. E cosa accadrà? Cominceranno a sorgere molti problemi. Un buon membro diventerà negativo. Non è un problema dei membri, è un problema dei leaders, perché i leaders rappresentano tutti i membri. I leaders non hanno saputo mantenere la promessa e allora ognuno ne vedrà le conseguenze.

I genitori hanno dato nascita a un figlio, ma non si curano affatto di lui. Diciamo che è un bambino meraviglioso. I genitori fanno una promessa al bambino, ma non la mantengono mai. Cosa accadrà al bambino? Dopo qualche tempo diverrà un bambino problematico. Chi lo ha reso così? Pensate che il bambino voleva diventare così? Lui voleva diventare un buon bambino, ma i genitori non si sono presi buona cura di lui. Allora quando i genitori hanno iniziato a non curarsi di lui, lui è diventato un bambino con problemi, anche la famiglia diverrà così e arriveranno molte difficoltà. Quel bambino avrà cattivi amici e farà di casa sua una grande discoteca. Ciò porterà problemi di droga e altri problemi a questa famiglia.

Ciò che voglio dire è che noi dobbiamo mantenere ciò che abbiamo discusso e deciso nell’incontro dei leaders. È una promessa. Altrimenti le conseguenze saranno serie. In effetti ciò che vi ho detto questa mattina è il contenuto di ciò che ho detto agli incontri dei leaders nazionali. Voi dovete avere lo stesso genere di vita: se voi decidete qualcosa insieme con il leader nazionale, dovete mantenerlo, come una promessa. Se voi ricevete questo tipo di informazioni dovete passarle quanto più possibile ai vostri membri, perché i risultati vengono dai membri. Questi sono i punti base da considerare. Voglio che voi chiariate una per una le cose passate in accordo a questi punti. La dittatura nasce quando una sola persona vuole fare tutto o quando poche persone vogliono controllare o fare ogni cosa per tutti. Allora inizia il problema della dittatura. Vi darò dono degli esempi più concreti. Ora forse possiamo pranzare. Grazie Molte.

Pomeriggio

Come vi ho detto prima, è impossibile che una persona da sola realizzi il compito. D’altra parte se ci sono troppe persone che fanno il lavoro allo stesso tempo, è come una nave con molti capitani. Allora la nave finirà contro gli scogli. Il leader è una persona. Il centro è solo uno. Ma una persona sola non può muovere il tutto. Io ho fatto l’esempio di una nave e una nave ha un capitano. Ma se c’è solo il capitano a bordo di una grande nave, pensate che la nave possa muoversi? No, non può. Il centro è una persona, ma una persona non può muovere la nave. Non sembra contradittorio? Allora la domanda successiva è: cosa dovrebbe fare la figura centrale per muovere la nave? La figura centrale deve trovare come addestrare un suo “second self” il suo successore.

Diciamo che la figura centrale deve muovere 100 persone. Egli trova dieci individui fra quei cento. Allora deve prendersi cura di quei 10 individui, che rappresentano ciascuno dieci persone. Deve prendersi cura di quei dieci con tutto il suo cuore e tutta la sua forza. Quindi, su questa fondazione, le dieci persone si prenderanno cura, con lo stesso cuore, delle dieci persone dietro di loro. In questo modo una persona ne può curare cento. Come sapete un essere umano ha dei limiti. Di quante persone può curarsi? Non 100 o 1000. Io sono di fronte a voi, perciò posso vedere a 180 gradi. Ma non posso vedere oltre questo, a 200 o 220 gradi. Non ho occhi dietro, questo significa che c’è un limite.

Avete fatto il servizio militare? (Si). Tutti (No). Anche se alcuni di voi non hanno fatto il militare, avete sentito parlare di questo da altri che lo hanno fatto. Facciamo l’esempio di un comandante dell’esercito. Una divisione dell’esercito è composta da 10.000 a 15.000 soldati. Come può prendersi cura di così tante persone? Ciascuna divisione è divisa in 3 o 4 reggimenti e ciascun reggimento ha un comandante. Ogni comando reggimentale ha 3 battaglioni e ciascun battaglione è composto da 3 compagnie. Ogni compagnia ha 3 o 4 plotoni. Ciascun plotone ha 3 o 4 squadre. Con questo genere di struttura un generale può prendersi cura di 10.000 o 15.000 soldati. Cosa deve fare quel generale? Ha solo bisogno di prendersi cura di questi 3 o 4 comandanti di reggimento. Egli ha anche altre persone al suo servizio. Poiché l’essere umano ha questo genere di limiti, deve essere stabilita questo tipo di struttura.

Prendiamo l’esempio di Gesù. Lui è solo una persona, come può prendersi cura dell’umanità intera? Qual è stata la sua strategia, la sua struttura? Gesù trovò 12 discepoli e fra questi 3 principali. Sotto questi 12 discepoli c’erano 72 persone. Persino Gesù aveva quei limiti e questa è la ragione per cui dovette creare quella struttura. Gesù educò tre discepoli principali e 12 discepoli, investì il suo cuore, in loro perché fossero i suoi rappresentanti nel mondo intero. Ecco perché prima di andare nel mondo spirituale egli designò Pietro come suo successore. Quindi, dopo la crocefissione di Gesù, i 12 discepoli educati da Gesù andarono nel mondo, sparsero la parola di Dio e questa divenne la fondazione per l’espansione mondiale del cristianesimo. Gesù investì realmente tutto il suo cuore, amore e energia, in questi 12 discepoli, sacrificando se stesso per loro. Essi ricevettero un tale sacrificio e un tale amore e così si presero cura nello stesso modo dei loro 72 seguaci. Così si formò la tradizione. In questo modo, Gesù, come figura centrale, si prese cura di ognuno. Da questo punto di vista egli fu in effetti un dittatore. Era solo. Non c’erano 2 Gesù, era solo una persona. Perché allora non lo consideriamo un dittatore? Perché agì così? Egli creò 3 dittatori sotto di lui e quindi creò 12 dittatori sotto di lui.

Prendiamo il progetto dell’Europa dell’Est. Se vi dico: “Dovete fare questo, è l’istruzione del Padre”, dandovi soltanto la conclusione, senza nessuna spiegazione, forse direte che ciò viene dal Padre, tramite Pres. Kim e così bisogna farlo. Se un leader vi dà le istruzioni in questa maniera, voi quando lo guardate, sentite: “So che viene dal Padre, ma non voglio farlo, questo leader ci sta spingendo troppo”. Se guardiamo al Padre e al modo in cui lui ci dà le istruzioni, vediamo che agisce in modo molto diverso. Quando il Padre ha un progetto ne spiega per lungo tempo il significato, perché dobbiamo farlo, il significato provvidenziale e storico. Lo spiega sotto molti aspetti. Il Padre continua a spiegare per così tante ore, anche tutto il giorno se necessario, e il giorno dopo. In questo modo il Padre investe tutto il suo cuore e le sue energie per trasmettere il significato di quel progetto. Quando il leader riceve così tante ore di spiegazioni e vede il sudore del Padre, comincia a comprendere il progetto sia con il suo cuore che con la sua mente.

Il Padre sta investendo tutto il suo cuore, il suo amore e la sua energia, affinché noi possiamo diventare “second selfs” del Padre. Il leader riceve le istruzioni del Padre in questo modo e quindi ritorna nella sua nazione. Se i leaders nazionali, quando ritornano a casa chiamassero tutti i leaders e spiegassero i contenuti ricevuti nella stessa maniera in cui il Padre l’aveva fatto, sicuramente i leaders regionali e quelli dei dipartimenti, comprenderebbero le motivazioni profonde che sono dietro le istruzioni del Padre e ne sarebbero motivati. Su questa fondazione, dopo che i leaders dei dipartimenti e i leaders regionali hanno ricevuto istruzioni in tale modo, essi dovrebbero radunare i membri di cui sono responsabili e dovrebbero fare la stessa cosa. Se agissero così, allora le parole del Padre arriverebbero davvero ad ogni membro. I membri sarebbero motivati e direbbero: “Dobbiamo farlo, è una missione importante”. Questo è il risultato interiore del leader. Questo è più importante del risultato esteriore. Allora i membri comincerebbero a muoversi.

Se i leaders ricevessero dal Padre solo la conclusione e quindi tornando a casa la trasmettessero ai loro leaders regionali e di dipartimento e questi, a loro volta, la passassero in questo modo ai membri, i membri naturalmente direbbero sì, sono le istruzioni del Padre, lo faremo, ma non sarebbero motivati. Quando i membri hanno ricevuto una direttiva in questo modo, cosa avviene dopo? I membri diranno: “Il Padre non capisce la nostra situazione, ecco perché dà queste istruzioni. Forse il nostro leader nazionale non gli ha ben riferito la nostra situazione, ecco perché il Padre ci dà queste direttive”. Allora i membri si sentiranno pressati dal leader. In generale, se chiedete a qualcuno di fare una cosa senza che capisca il significato, si sente pressato. Non pensate sia così?

Ma se una persona agisce veramente come il Padre agisce, investendo il suo cuore e le sue energie e ascoltando le situazioni dei membri, allora con questo genere di sforzo, che è il risultato interiore del leader, non ci sarà nessun problema di dittatura. D’altra parte se solo un piccolo numero di persone cerca di muovere ogni cosa senza creare molto risultato interiore, ma solo passando istruzioni, allora sorgeranno i problemi. Ne seguirà la seguente reazione: dovrete ascoltare le opinioni di ognuno e solo in seguito potrete agire.

Ecco perché, anche nel mondo secolare, originariamente la motivazione dei dittatori era buona, ma non poteva funzionare bene, perché non seguivano il genere di esempio che ho spiegato. Loro non creavano il risultato interiore e le persone reagivano e mandavano via il dittatore. Nella storia sono sorti tutti i generi di problemi. Ecco perché voglio che sappiate molto chiaramente che le istruzioni vengono da un punto centrale; la figura centrale mettendo in pratica da solo il suo progetto non può realizzarlo e deve perciò mobilitare tutti. Ecco perché ciò richiede molto investimento, molto dare e avere. Le istruzioni possono essere realizzate solo da molte persone insieme. Ecco perché quando sta arrivando un’istruzione tutti debbono essere mobilitati, impegnati, devono lavorare insieme, altrimenti quell’istruzione non può essere realizzata. Ecco perché il processo per mettere in pratica un’istruzione è una strada democratica, ma solo il processo.

Diciamo che in una famiglia, il padre vuole che il figlio faccia qualcosa. Un giorno il padre dice al figlio: “Voglio che tu vada fuori a guadagnare dei soldi”.

Allora il figlio sente che il padre è un dittatore. Ma se quel padre spiega al figlio la loro situazione finanziaria e come egli stia pensando al suo futuro, e gli dice inoltre come è importante che egli abbia molte esperienze, allora egli fa sì che suo figlio capisca perché deve andare a lavorare. Allora dopo questo genere di conversazione e comprensione, il figlio sarà contento di andare a trovarsi un lavoro e di guadagnare soldi.

Possiamo applicare questo anche alla relazione fra marito e moglie. Il soggetto è uno o sono due? Due soggetti? No, solo uno. Se il marito comunica sempre bene e spiega la situazione, allora, qualunque cosa faccia, la moglie non si sentirà dominata da lui. La situazione ideale è quando un centro controlla ogni cosa. Guardiamo alla società democratica di oggi. Ci sono così tanti problemi, ma se c’è una dittatura incentrata sull’amore di Dio le persone non si sentono dominate.

Perché? Perché se il vero amore è messo in pratica nel processo, è come la strada democratica, perché il soggetto esiste per l’oggetto e l’oggetto per il soggetto. Ecco perché se c’è molta comunicazione e comprensione nel processo, tutto funziona in modo molto armonioso. Il problema nel nostro movimento è che i leaders non sanno guidare i membri con vero amore. Non sappiamo metterlo pienamente in pratica, questo è il problema. La persona centrale è una persona e una persona non può realizzare lo scopo da sola. Ecco perché la figura centrale ha davvero bisogno di educare i suoi rappresentanti, i suoi successori; non uno solo, ma molti.

Allora la mia domanda è: “Qual è la missione del Messia?” La missione del Messia è dare vita a molti Messia qui sulla terra. Non è così? La missione dei genitori è educare i loro figli perché diventino genitori loro stessi. Qual è la missione del leader europeo? Io devo educare i leaders nazionali affinché diventino leaders europei. Qual è la missione del leader nazionale? Creare molti leaders nazionali, educarvi a diventare leaders nazionali. Questa è la responsabilità del leader nazionale. E qual è la responsabilità di Dio?

La sofferenza di Dio è che Egli ha potuto creare solo una coppia di Veri Genitori. Dio voleva creare molti Veri Genitori, ma non ha potuto. Questa è stata la sofferenza di Dio. Ecco perché la missione dei Veri Genitori è comprendere il cuore di Dio e creare molti Veri Genitori al fine di liberare Dio dalla Sua sofferenza. Ecco perché il Vero Padre ha dichiarato a ciascuna coppia benedetta che almeno loro devono diventare dei Messia tribali. Il Padre ci ha chiesto di diventare Veri Genitori per le nostre tribù. Se dovessi dire ai leaders nazionali: “Io sono il solo leader europeo, non pensate che diventerete leaders europei” come si sentirebbero i national leaders? Penserebbero che Pres. Kim è un vero dittatore. Ecco perché la mia missione è creare molti miei successori, creare molti leaders europei. Questa è la mia missione principale. Il leader nazionale deve educare molti futuri leaders nazionali. Ciascuno di voi, seduto qui oggi, deve diventare almeno un futuro leader nazionale. Per farlo dovete ereditare tutto da Mauro. Se non potete unirvi a lui, non potete ereditare nulla.

Perché Dio ci chiede di seguire il Messia in modo assoluto? Diciamo che il modo di pensare del Messia e il mio modo di pensare sono completamente all’opposto, molto diversi. Questo è un esempio. Un’altra persona dice: “Io posso capire il Messia; ecco perché seguo il Messia”. Questo è il secondo esempio. Il primo esempio é: “Il modo di pensare del Messia è completamente opposto al mio, non posso seguirlo se do retta alla mia mente, ma tuttavia lo seguirò”. In questa situazione la persona che ha un modo di pensare completamente opposto seguirà ancora grazie alla sua fede. Il secondo esempio è quello di una persona che comprende bene il Messia e lo segue. Quando il Messia vede queste due persone, di quale fra loro potrà fidarsi di più? Della prima. Il Messia vuole dare tutto a quella persona. La prima persona è unita con il cuore di Dio. Il cuore di Dio e dei Veri Genitori è sacrificare se stessi per il bene degli altri e dare ogni cosa per gli altri. Questo è il vero amore.

Ecco perché in questi due esempi, la prima persona, che ha un modo di pensare completamente diverso dal Messia, sacrifica il suo modo di pensare per seguire il Messia. Lui arriva quasi a morire, fa qualcosa che è molto difficile da fare. Sacrifica se stesso per seguire il Messia. Non pensate sia così? Questa è la pratica del vero amore. Questo crea una base comune con il cuore di Dio e dei Veri Genitori. Quando il Messia trova una persona simile, lui le vuole dare tutto. Ecco perché quando Mauro vi dice qualcosa, se voi pensate che non è semplicemente Mauro che ve lo dice, ma è il Padre che vi dice quello, e vi unite a quelle parole, allora riceverete tutte le benedizioni da Dio e dai Veri Genitori. In effetti questo esempio mostra che se voi seguite non perderete mai. Mauro non può fare tutto da solo. Lui segue le istruzioni del leader europeo. Persino io, come leader europeo, non posso seguire il mio modo di pensare personale, io devo seguire le istruzioni del Padre. Ecco perché devo sempre controllare se i leaders nazionali stanno mettendo in pratica ciò che io dico loro. Ecco perché ho spiegato che Mauro da solo non può fare tutto. Anche io da solo non posso prendermi cura dell’Europa. Il Padre da solo non può restaurare il mondo. Sempre con Dio. Ecco perché io mi preoccupo sempre, nei miei rapporti con Mauro, di vedere se sta realmente mettendo in pratica ciò che gli ho detto.

Questa è la ragione per cui chiedo a ciascuna nazione di mandarmi una scheda dei risultati. La scheda dei risultati è un barometro per vedere se il leader sta mettendo in pratica ciò che gli ho detto. Fisicamente io non posso venire ogni volta in Italia, ecco perché ricevo un rapporto settimanale. Questo è in effetti un rapporto da ciascun leader nazionale. Il leader nazionale riceve il rapporto dalle diverse regioni e quindi passa i risultati ai quartier generali europei. La scheda dei risultati può essere preparata dalla segretaria o dalla persona incaricata degli affari generali, ma è il leader nazionale che deve firmarla. Così quando il foglio è inviato al quartier generale europeo, su di esso ci devono essere due firme, quella del leader nazionale e quella di chi ha steso il rapporto. Questo risultato esteriore è in realtà il frutto del risultato interiore del leader nazionale, vale a dire che è il risultato del leader nazionale. Vedendo questo io posso dire se un leader nazionale sta realmente mettendo in pratica ciò che gli ho chiesto.

Occasionalmente, ogni uno o due mesi, io li chiamo per dar loro un rapporto. Io guido i leaders nazionali in questo modo. Ecco perché voglio che vi uniate veramente bene con il vostro leader nazionale. Quando state mettendo in pratica le istruzioni del Padre e arrivano dei problemi, per favore parlatene al leader nazionale. Dovreste parlare insieme su come agire. Prima ne parlate al leader nazionale e quando ancora non riuscite a risolvere il problema, allora il leader nazionale deve riferirlo al leader europeo. Allora Pres. Kim si prenderà cura di quella situazione. Dopo che il leader nazionale riceve una risposta da me, può dare direttive ai leaders e ai membri. In effetti non solo il leader nazionale deve agire così, ma anche voi, con i vostri membri, dovete mettere in pratica questo sistema. Quando i membri hanno problemi e difficoltà, li porteranno a voi. Allora dovrete risolvere quel problema e quando non potete farlo da voi stessi lo comunicate ad altri leaders regionali di altre regioni. Se ancora non sarete stati in grado di risolverlo allora dovete comunicarlo al leader nazionale o avere un incontro come questo per trovare velocemente una soluzione a quel problema.

Se il problema non può essere risolto velocemente, chi ha quel problema non può progredire. Questo significa che la dispensazione non può progredire a causa di quel problema. Ecco perché quando un vostro membro ha un problema, dovete risolverlo velocemente, altrimenti lui non può più andare avanti. Quando la gallina non riesce più a fare le uova dovete occuparvi di quella gallina. Se la gallina muore, non produrrà mai più uova. Non è necessario aspettare fino al successivo incontro dei leaders. Il leader nazionale può mandare un fax o fare una telefonata e ottenere subito la risposta di Pres. Kim.

Se il leader nazionale non può agire a causa di qualche difficoltà, cosa accadrà? Se noi mettiamo in pratica ciò che il Padre sta facendo, non abbiamo bisogno di creare una tale struttura per controllare i leaders. Perché è arrivato questo problema? Perché io come leader europeo non ho potuto prendermi sufficiente cura di Mauro. Ecco perché ha avuto questo genere di difficoltà. Voi amate la volontà di Dio, ecco perché ciò è accaduto; avere una tale difficoltà non è una cosa brutta. Come ho detto, tu devi mettere in pratica ciò che il Padre ha fatto nel passare le istruzioni ai leaders e voi leaders dovete fare lo stesso con i vostri membri. Dovete mettere in pratica il vero amore.

Voglio citarvi l’esempio dell’Austria. La loro nazione sorella è l’ex Jugoslavia. I membri austriaci avevano portato molti studenti dalla Jugoslavia al centro studi di Vienna e avevano cercato di educarli tramite i Principi. Gli studenti erano molto entusiasti e lo divenne anche il leader nazionale. Così una seconda e una terza volta portarono ancora persone a Vienna per i corsi. Poi il leader nazionale ha avuto dei problemi economici e pertanto in un incontro con i leaders annunciò che il progetto era stato soppresso. Che genere di guida avreste dato a questo leader nazionale austriaco? Il leader austriaco aveva detto che sebbene vi fossero molti studenti che volevano ascoltare Principi, i corsi non si potevano più tenere perché non c’erano soldi. Allora io ho parlato con questo leader e gli ho detto: “Questo progetto non potete portarlo avanti solo te e pochi leaders, ecco perché vedi dei limiti. In una tale situazione cosa dovresti fare? Fra i membri ci sono molte persone influenti e persone responsabili. Alcuni membri hanno il loro lavoro, le loro attività economiche. Ci sono molte coppie benedette in situazioni molto diverse. Questi membri non possono lavorare a tempo pieno sulla linea del fronte. Fa vedere a questi membri influenti come sono ispirati gli studenti iugoslavi dai seminari sui Principi. Fa sì che lo vedano con i loro stessi occhi. Dopo puoi radunare tutti e spiegare che un tale meraviglioso seminario può avvenire perché sicuramente Dio vuole aiutare l’Austria a realizzare la sua meta, e tuttavia, a causa di problemi finanziari non sarà più possibile tenere altri seminari come quello, anche se ci sono molti studenti desiderosi di ascoltare i Principi.”

Quel leader nazionale doveva spiegare la situazione a quei membri e dire loro che il suo desiderio era condividere il problema per avere da loro qualche consiglio. Doveva porre apertamente la domanda a quei membri. Se foste stati in quella situazione e il leader nazionale vi avesse dato quella spiegazione, come vi sareste sentiti, cosa avreste provato? Avreste desiderato dare una mano o no? Il problema era che il leader nazionale voleva portare avanti quel progetto da solo o utilizzando solo pochi leaders. Ecco perché c’era un limite. Non possiamo dire che non ci sono soldi. Di certo quando i membri comprendono veramente che qualcosa ha veramente valore per la realizzazione della volontà di Dio, poiché questi membri credono in Dio e nei Veri Genitori ed hanno un cuore molto buono, quando capiscono che ciò è per fare la volontà di Dio, allora saranno pronti a dare del denaro.

È come un rubinetto, quando lo giri l’acqua esce. L’acqua è nel tubo, che cosa deve fare il leader? Deve aprire il rubinetto e questa azione è il suo risultato interiore. Quando il leader ottiene un risultato interiore è come se avesse aperto il rubinetto. Se solo poche persone cercano di realizzare il progetto da sole ci sono dei limiti.

Ritorniamo allora all’Italia. Che dire della vostra nazione? Voi avete un dottore molto abile e famoso. Improvvisamente: arrivano molti malati bisognosi di cure urgenti e quel dottore è solo. Mentre lui cerca di prendersi cura di un paziente, allo stesso tempo altri pazienti muoiono. C’è una tale situazione di vita o di morte. Cosa deve fare il dottore in questa situazione? Anche se è molto bravo, se cerca di curare tutti i pazienti da solo, ci sono dei limiti. Anche se egli crede nella sua abilità e sa guarire i pazienti, quando cerca di farlo da solo sorgono dei limiti. Che cosa deve fare allora in questa situazione? Il dottore dovrebbe chiamare i giornali e i mass media per mobilitare tutti. Allora un giornalista viene e il dottore dice: “Guarda questa situazione” e mostra al giornalista come, mentre lui si sta occupando di un malato, altri stanno morendo. Il giornalista vede la situazione, fa una foto, scrive un articolo e lo pubblica. Fa sì che l’intera nazione conosca cosa accade. Allora sicuramente arriverà qualche volontario, quando la gente si renderà conto dell’emergenza arriveranno dei volontari, delle infermiere, ecc. Venendo vedranno direttamente la situazione e aiuteranno il dottore. Quando avranno bisogno di più equipaggiamento e più medicine alcune farmacie manderanno il loro aiuto. Arriveranno uomini e mezzi. Questo è un esempio: anche se quel dottore è una persona molto qualificata se cerca di fare da solo ha dei limiti, ma se riesce a mobilitare più persone possibili, allora questo è il risultato interiore del dottore. Allora, se lui realizza la sua responsabilità, realizza il suo risultato interiore, i suoi limiti diminuiscono e può fare molte più cose.

Probabilmente voi pensate che avete la vostra famiglia, dovete darle il sostegno finanziario, avete molti bambini di cui prendervi cura e per questo non potete svolgere una missione pubblica. Anche in una tale situazione, quando una famiglia non può essere mobilitata sulla linea del fronte, per lo meno da dietro può sostenere indirettamente o in qualche modo può aiutare stando nel luogo dove vive. Noi coppie benedette abbiamo ricevuto il privilegio di essere messia tribali dal Padre. Per favore non cercate di fare le cose con sole tre persone. Altrimenti, naturalmente, andrete incontro a dei limiti, non avrete abbastanza persone, abbastanza finanze. Non credete sia così? Ecco perché dico che un leader non dovrebbe pensare di fare tutto da solo. Questa non è la strada giusta.

Con questo non voglio dire che il leader dovrebbe prendersela comoda, non facendo niente e chiedendo ai membri di fare tutto. Se lui si limita a scrivere una lettera, firma la lettera come leader nazionale e chiede: “Per favore fate una donazione, questo non va bene, non funziona. Il leader deve fare il lavoro di prima linea. Deve lavorare veramente duro, mostrando l’esempio agli altri. Deve far sapere a tutti che sta cercando di fare il suo meglio, ma ha dei limiti. Tutti capiranno. Deve far sapere ai membri che ha bisogno del loro aiuto. Dopo aver mostrato l’esempio può chiedere l’aiuto dei membri. Voglio che capiate molto chiaramente questo punto e che lo mettiate in pratica.

Come ho già detto io sono solo, non posso fare tutto; ho bisogno dell’aiuto dei leaders nazionali, ho bisogno dei membri europei, dell’aiuto di tutti loro. Il motivo per cui sono venuto in Italia è che ho bisogno direttamente dell’aiuto di Mauro. Ho bisogno anche di tutto il vostro aiuto e dell’aiuto dei vostri membri. Voglio che comprendiate bene la mia situazione compassionevole. Se la comprendete, posso chiedere il vostro aiuto. Da quando sono venuto in Europa, ogni volta che qualche leader nazionale ha chiesto il mio aiuto, io non ho mai rifiutato. Ho sempre aiutato. Qualche leader nazionale arriva sempre di notte, alle dieci, portando i leaders principali. Ci vuole molto tempo per venire con la macchina a Francoforte e anche se partono al pomeriggio arrivano di notte. Allora io inizio ad ascoltarli, li consiglio fino alla una o alle due del mattino. Poi suggerisco loro di fermarsi per la notte, ma loro mi rispondono: “No, no, dobbiamo tornare, abbiamo qualche missione da portare avanti domani”. Io ricevo anche ogni genere di lettera dai leaders regionali di tutta Europa che mi chiedono consiglio e guida. Io aiuto sempre quando ricevo questo genere di richiesta.

Alcune lettere arrivano anche da membri normali di tutta Europa e io devo aiutarli.

Alle volte un membro semplicemente mi appare davanti senza avermi informato prima. Che cosa devo fare? Non posso dirgli che non ho nessuna informazione su di lui e che pertanto non posso incontrarlo. Non posso, capisco, perché penso dal suo punto di vista. Per decidere di venirmi a parlare, quanto ha pregato, quanto ci ha pensato. Sicuramente si è domandato se Pres. Kim avrebbe accettato o no di parlargli. Si sarà preoccupato e avrà esitato molte volte, quindi alla fine si sarà determinato e sarà venuto a cercarmi. Avrà anche dovuto spendere dei soldi per arrivare a Francoforte. Comprendendo questa situazione, io non posso rifiutare di ascoltarlo.

Non ho mai respinto qualcuno che è venuto a trovarmi e questo perché aiutare questi membri significa aiutare il leader nazionale. Ecco perché ogni volta che vengo nella nazione, vengo a vedervi e ad aiutarvi. Quando il leader nazionale viene da me e mi chiede di aiutare un membro, non posso rifiutare una tale richiesta. Non pensate che i Veri Genitori sicuramente desiderano che io abbia questo genere di attitudine? Se loro fossero miei figli, mio fratello o mia sorella più giovani come mi comporterei? Potrei respingerli? Non mi sono estranei. Noi aiutiamo gli stessi Veri Genitori, lo stesso Dio, come fratelli e sorelle. Come possiamo respingerci uno con l’altro? Naturalmente alle volte siete molto occupati e poiché non volete respingerli dite loro: “Ora mi è difficile dedicarti del tempo, per favore ritorna questo giorno, a quest’ora”. Voi dovete dare un appuntamento preciso. Se quel membro è il vostro fratello più giovane, la vostra sorella più giovane, sicuramente ve ne prendete cura, non è vero?

La ragione per cui sono venuto qui è aiutarvi. Per favore unitevi con il leader nazionale e usatemi il più possibile. Quando sentite che Pres. Kim sta venendo potete riunirvi insieme e magari decidere di chiedergli di incontrare questa o quella persona e poi la portate da me; questa è la situazione ideale. Ogni volta che vengo in Italia, vengo per aiutarvi. Alle volte c’è qualche messaggio speciale del Padre che devo comunicarvi. Una situazione così è differente; allora io vengo al centro e vi trasmetto il messaggio del Padre, ma altrimenti io sono qui per aiutarvi. Io voglio aiutarvi affinché realizziate la meta dell’Italia che avete promesso.

Quando pensiamo ai problemi, ce ne sono di 2 generi diversi. Un tipo di problema è quello che sorge quando voi state realmente praticando la volontà di Dio. Un altro tipo di problema è quello che viene quando non state facendo la volontà di Dio. Dovete conoscere chiaramente questi due tipi di problemi e da dove hanno origine. Il primo tipo di problema è quello che può venire quando state facendo la volontà di Dio. In questo caso non è così difficile darvi una guida. Risolvere questo problema è molto facile. Al contrario se un problema arriva perché i membri non stanno facendo la volontà di Dio, allora la soluzione è molto difficile. Questo perché non è mio compito aiutare quella persona, è suo compito aiutare se stessa. Lui ha avuto problemi perché non ha fatto la volontà di Dio. Per risolvere il suo problema deve perciò fare la volontà di Dio. Così la sua difficoltà sparirà. Non è compito mio, deve farlo da solo. Questa persona ha così tante cose da fare, così è molto difficile per me dare un aiuto. Questa persona ha problemi perché non ha fatto la volontà di Dio. Ecco perché ha bisogno di essere guidato e motivato a fare la Sua volontà. Quando inizierà a seguire la volontà di Dio, il suo problema si risolverà. Ecco perché non è facile. Voglio che voi leaders comprendiate bene questo punto, se lo fate, potrete prendervi buona cura dei vostri membri.

Diciamo che oggi, sulla strada per venire qui, ho perso questa cosa. Per ritrovarla, devo ritornare indietro per la strada da dove sono venuto. Ecco perché ogni volta che i membri vengono per parlarvi dei loro problemi non dovete respingerli. Cercate di dare loro una guida, cercate di risolvere i problemi e così, dopo, li potete far tornare alla loro missione con speranza. Se un membro viene da voi e dopo avervi parlato torna indietro più depresso di prima, come pensate che si sentirà nei vostri confronti? Penserà: “Io non andrò più da lui a chiedergli aiuto, non voglio vederlo più”. Questa situazione non deve mai accadere. Generalmente noi pensiamo che possiamo imparare da una persona che è in una posizione più alta. Naturalmente questo è vero, ma non dobbiamo dimenticarci che possiamo imparare anche da una persona più giovane o con meno esperienza.

Ecco perché, quando abbiamo un problema preghiamo: “Padre celeste insegnami come posso uscire fuori da questo problema”. Allora se Dio ci appare e ci dice che dobbiamo vivere per gli altri, sicuramente siamo felici. Voi ringrazierete Dio perché vi è apparso, crederete a ciò che vi ha detto e vivrete per gli altri. Se Dio appare in maniera così ovvia, chiunque può mettere in pratica la Sua parola. Persino Satana può vivere per gli altri, se Dio appare a Satana. Se Dio apparisse sempre in questo modo, non potrebbe trovare persone in cui avere realmente fiducia. Questo perché anche un ragazzino può mettere in pratica una vita dedicata agli altri, se Dio gli appare. La strategia di Dio è diversa. Per trovare i veri figli di Dio fra dieci milioni di persone, Dio si maschera come un mendicante e quindi ti appare. È così. Diciamo che finanziariamente voi ora attraversate un momento molto difficile, quasi non avete soldi per comprare la cena di stasera. In un tale tempo di crisi finanziaria, un povero vi appare e vi chiede aiuto per un po’ di cibo. Esternamente è un mendicante, ma, in realtà non lo è. Si maschera come un mendicante, per controllare se siete un figlio di Dio o no. Probabilmente Dio vi ha detto prima di vivere per gli altri e ora, mascherato come un mendicante è venuto per controllare se voi mettete in pratica questo. In quel momento avete solamente quel cibo per la cena e quel mendicante sta chiedendo quel cibo a voi. La ragione per cui ho scelto questo esempio estremo è per spiegarvi che non dovremmo diventare una persona che ascolta molto attentamente le parole del Padre, ma non ascolta i membri o le persone più giovani.

Diciamo che un ladro vi dice che dovete amare il vostro prossimo. Allora gli dite: “Come puoi tu, che sei un ladro, dirmi una cosa come questa, guarda te stesso”.

Non guardate a lui come persona, quello che vi dice è vero. Non guardate alla persona, ricevete semplicemente la parola come la parola di Dio. Questa è una persona che ama la verità, che ama la parola di Dio. Ecco perché non dovete diventare una persona che ascolta molto bene la parola di Dio che arriva da un leader, ma non quella che arriva da un membro. Anche se un membro dice la verità, non dovete diventare quel genere di persona che non vuole ascoltare solo perché è un membro; se siete una tale persona siete un arrogante. Al contrario, se siete una persona che sa ascoltare anche una persona più giovane, allora siete una persona che ha umiltà. Se siete un genitore e vostro figlio vi dice qualcosa e quel qualcosa è la verità, dovete ascoltarlo veramente come se Dio vi stesse parlando. Non pensate: “Oh, è solo il mio figlioletto che parla”. Considerate ciò che dice come se fosse Dio a dirlo. Allora voi sarete veramente qualificati per esser chiamati figli di Dio. Per favore non dimenticatovi di imparare non solo dalle persone più anziane, ma anche dai più giovani.

Diciamo che Mauro ed io parliamo della stessa cosa. Se voi dite: “Non voglio ascoltare ciò che dice Mauro” allora siete già nei quai. Se siete una persona che ascolta Pres. Kim, ma non Mauro, i vostri membri faranno lo stesso con voi. Il vostro membro ascolterà quello che dice Mauro, ma non quello che dite voi. Persino un membro che si è appena unito al movimento o una famiglia senza posizione non li tratta come persone inferiori. Non sapete mai attraverso chi Dio parlerà. Non sappiamo come Dio apparirà. Può darsi che apparirà attraverso un nuovo membro.

Forse Dio vi sta parlando attraverso una coppia che non ha nessuna posizione particolare. Non potete mai saperlo; ecco perché dovete essere umili nel ricevere la parola di Dio. Ecco perché questa mattina ho detto che anche un cane può essere la mia figura Abele. Io voglio chiarire le vostre difficoltà avendo al centro Mauro, ok?

C’è ancora una cosa che voglio condividere. Nei primi tempi c’era Pres. Eu, che scrisse i Principi Divini ed è stato presidente della nostra chiesa. Lui era una persona molto giusta, tanto che quando vedeva qualcosa di male o di sbagliato non poteva sopportarla. Era molto rigido in questo. In effetti questo va bene. Lui aveva le idee molto chiare su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ma in quei primi tempi c’erano dei membri a cui Pres. Eu non piaceva perché era così severo. Alcuni sentivano di essere giudicati o che Pres. Eu non comprendeva la loro situazione. A causa di questo genere di difficoltà, sette o otto membri anziani della chiesa si riunirono e discussero insieme su questo punto. Era il tempo in cui il Padre stava viaggiando in tutta la nazione e non era là.

Quei membri anziani arrivarono alla conclusione che Pres. Eu non era qualificato e perciò doveva essere rimosso dalla sua posizione di presidente e doveva essere designato un nuovo leader della chiesa. Ma Pres. Eu, dopo aver scoperto quelle conclusioni, non era la persona che vuol mantenere la sua posizione. Andò via un intero giorno e si preparò a dimettersi. Intanto il Padre era tornato e vide ciò che stava succedendo. Allora chiamò quei sette o otto membri anziani e parlò a loro molto seriamente. Anche se un leader non è qualificato, o non è una persona capace, ma Dio ha messo quella persona in una posizione di responsabilità, anche se quella persona fosse solo un pezzo di legno, una persona inutile, voi non potreste cambiarla. Pensate alla situazione di Mosè. Cos’era il bastone portato da Mosè? Cosa simboleggiava? Quel genere di cose accadevano persino nei primi tempi. Allora il Padre chiamò Pres. Eu e lo redarguì molto severamente. Gli chiese perché aveva deciso di dimettersi da se stesso. Se Pres. Eu e quei membri anziani avessero avuto una buona comunicazione fra di loro, forse quei fatti non sarebbero accaduti. Ma non lo avevano saputo fare, ecco perché era diventato un grosso problema.

La figura centrale designata da Dio viene dal Cielo, come rappresentante dei Veri Genitori. Il leader non è deciso dal basso, questa non è la tradizione celeste. Se fosse possibile eleggere democraticamente, dal basso, un leader, sarebbe allora possibile eleggere democraticamente anche il Messia? Potete eleggere i vostri genitori? No, non potete. Perché succede una simile cosa? Perché la figura centrale non aveva ereditato la tradizione del Padre. Se una figura centrale non fa questo, allora iniziano i problemi. Ecco perché dobbiamo sempre unirci alla figura centrale. Voi dovete unirvi alla vostra figura centrale. Chi è la vostra figura centrale? Il leader nazionale. Allora chi è la figura centrale del leader nazionale? Il leader europeo. Ma Pres. Kim da solo non può prendersi cura di 30 leaders nazionali europei. Ecco perché Pres. Kim ha stabilito 4 leaders regionali europei. Ecco perché il leader nazionale deve unirsi al leader regionale europeo e quindi il leader regionale europeo deve unirsi con il leader europeo. Quando il leader regionale europeo è impegnato, allora il leader nazionale può contattare direttamente il leader europeo. Pres. Kim ha designato Mr. Sa come leader regionale per il sud Europa. Naturalmente io ho designato il national leader come mio “second self”, ma ho designato anche Mr. Sa come mio “second self”.

Con chi, sono più severo? Io sono più severo col leader regionale europeo. Perciò se il leader regionale europeo fa il più piccolo errore, non lo perdono, così come faccio con me stesso. Io sono severo con me stesso. Io considero me stesso come satana e perseguito sempre me stesso. Allo stesso modo io perseguito i leaders regionali europei. Il livello successivo di severità è verso i leaders nazionali. Verso di voi e i membri io sono molto gentile, ma verso i quattro leaders regionali europei, Mr. Abe, Mr. Sa, Mr. Shibanuma e Mr. Bantan io sono la persona più seria. Di fronte a voi io cerco di essere molto gentile con Mauro, ma se siamo solo noi due, io sono molto severo e lo sgrido. Cos’è meglio? È bene agire così o è meglio fare l’opposto? Solo essere gentili? È meglio essere severi, non credete? La ragione per cui sono così severo è che voglio aver fiducia ed amare di più questa persona, perché mi aspetto di più da lui. In Oriente abbiamo un detto per il quale se ami molto tuo figlio, lo fai soffrire, gli fai percorrere un difficile corso. Allora diventerà più forte. Se voi siete sempre dolci e gentili lo rovinate.

Qual è la relazione fra Dio e il Vero Padre? Poiché Dio è un genitore che ama e dà fiducia a suo figlio, Egli è molto severo con il Padre. Ecco perché Dio ha fatto percorrere al Padre il corso più difficile, mandandolo in prigione, ecc. Sebbene il Padre abbia quasi 80 anni è ancora sulla linea del fronte, e percorre il corso più difficile. Dio lo spinge a far questo giorno e notte. Dio comprende ciò che il Padre sta facendo ed è per questo che gli dice: “Per favore riposati un po’”. Allora il Padre dice al Padre Celeste: “Tu non ti stai riposando, come posso farlo io? Per favore riposati Tu perché faccio io il lavoro”. Quando Dio vede questo, come si sente? Sicuramente vuole amare ancora di più il Padre, non credete?

Forse qualche volta Mauro sente nel suo cuore che Pres. Kim non ha fiducia in lui, perché io gli dico sempre che non sta agendo bene, che non sta facendo abbastanza. La ragione è che io mi aspetto molto da lui, io voglio avere ancora più fiducia in lui e voglio amarlo ancora di più. Voglio dargli ancora più educazione. Che genere di trattamento volete da Pres. Kim? Volete che sia gentile o severo? Senza avere un cuore capace di amare, se io fossi solo severo sarei giudicato da Dio. Perché? Quando Dio e i Veri Genitori mi guardano sono anche io uno dei membri problematici. Senza amore non possiamo essere severi.

Grazie molte.

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